“Pinna”, pilota italiano dell’Aeronautica Militare tra i miglior top-gun americani

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Il Capitano dell’Aeronautica Militare italiana, “nome in codice Pinna”, è stato recentemente selezionato quale capo di una formazione di velivoli A-10 Thunderbolt II della United States Air Force (USAF) del 74th Fighter Squadron.
“Quando il Comandante mi invitò nel suo ufficio per chiedermi se volevo essere un Exchange Pilot e volare su un A-10 ho quasi pianto” ricorda Pinna in un’intervista rilasciata all’Airman Magazine, rivista ufficiale della United States Air Force.
Il Capitano “Pinna”, 34enne romano, è entrato nell’ambitissimo programma “Military Personnel Exchange Program”, che consente l’interazione delle forze aeree di tutto il mondo attraverso lo scambio di alcuni tra i più esperti piloti di nazionalità diverse.
Nell’ambito di questo prestigioso programma, l’Aeronautica Militare statunitense (USAF), seleziona e si avvale di piloti “di nicchia” stranieri provenienti da 30 paesi diversi e soltanto ad uno di essi viene concesso il “privilegio” di volare sul Warthog (facocero), come viene chiamato in gergo dai piloti il Fairchild-Republic A-10 Thunderbolt II, velivolo statunitense monoposto, bimotore e ad ala rettilinea, che sfrutta la sua pesante blindatura per colpire obiettivi terrestri di vario tipo e per questo rientra nella “categoria” dei velivoli da attacco al suolo.
“Pinna”, il cui mandato negli Stati Uniti terminerà tra circa due anni, grazie anche alla pregressa, brillante, esperienza operativa maturata sulla linea AMX, fu selezionato tre anni fa come pilota straniero più idoneo per operare con il “Warthog”.
Ma cosa c’è alla base di questo prestigioso Military Personnel Exchange Program?
Certamente lo studio reciproco di fattori quali l’abilità di comunicare, operare, supportare e addestrarsi.
Il programma “Exchange” rappresenta un’opportunità offerta dall’USAF per condividere tecniche e procedure, consolidare le relazioni professionali, accrescere la fiducia tra forze aeree straniere, imparare ad operare in sinergia e in un’ottica di completa interoperabilità tra Paesi diversi.
La cooperazione internazionale ed il volo congiunto ai piloti di altre nazioni, all’interno di formazioni aeree straniere, consentono di acquisire la massima integrazione tra i diversi assetti in campo, standardizzando l’esecuzione dei compiti assegnati e armonizzando le capacità di intervento nelle missioni multinazionali.
Giunto in Arizona presso la Davis-Monthan Air Force Base, il Cap. “Pinna” ha frequentato tutti i corsi previsti su velivolo A-10C. Qui ha acquisito la qualifica di combat ready frequentando il corso detto TX-1, riservato ai piloti già pronti al combattimento su altri velivoli caccia.
Attualmente “Pinna”, nome di battaglia con cui è conosciuto il Capitano Pilota tra i suoi colleghi, è qualificato anche come “Capo Coppia” in una formazione di due velivoli, “Capo formazione” in formazioni multiple e “Sandy 4”, ovvero la formazione composta da quattro velivoli in missioni Combat Search and Rescue (CSAR).
Foto: Google

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