Strage Halloween a NY, si indaga legami con Isis

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Operato nella notte il ragazzo uzbeko di  29 anni che ieri pomeriggio, nel giorno di Halloween, alla guida di un furgone ha causato otto morti lungo una pista ciclabile di Manhattan. L’uomo, un ex autista di Uber, non è in pericolo di vita e ora si indaga sulla sua affiliazione all’Isis proclamata in un messaggio ritrovato sul mezzo. L’attacco, con pick-up noleggiato, e’ avvenuto su una pista ciclabile a Manhattan, a due passi dal World Trade Center. Sayfullo Habibullaevic Saipov, ha travolto pedoni e ciclisti: sei sono morti sul colpo, altri due in ospedale dopo aver avvuto un infarto, una dozzina i feriti. Il giovane uzbeko ha percorso oltre 1 km sulla pista ciclabile, la Hudson River Greenway, prima di finire la sua folle corsa di morte contro uno scuolabus del liceo Stuyvesant. Quando e’ sceso ha urlato ‘Allah Akbar’ ma e’ stato neutralizzato e arrestato poco dopo. Aveva giurato fedelta’ all’Isis, ma il suo sembra il gesto di un “lupo solitario”. Nell’abitacolo del furgone e’ stata trovata anche una foto della bandiera dell’Isis. L’uomo e’ stato ricoverato con gravi ferite all’addome in un ospedale tenuto segreto dalla polizia di New York: e’ stato subito operato. Gli inquirenti sarebbero riusciti a scambiare qualche parola con lui prima che entrasse in sala operatoria. “E’ stato un atto di terrorismo, e un atto di terrorismo particolarmente codardo”, ha detto il sindaco di New York, Bill De Blasio. Ma la citta’ non si e’ piegata e ha dimostrato la sua capacita’ di rispondere con ‘normalita” ad un attentato, la risposta migliore: newyochesi hanno partecipando in massa alla parata di Halloween, seppur tra imponenti misure di sicurezza. La parata, la 44esima, non e’ stata annullata e ha visto migliaia di persone mascherate in ogni modo sfilare per le strade cittadine. Confermata anche la maratona in programma domenica con oltre 50.000 partecipanti. Dalla Casa Bianca il presidente Donald Trump ha reagito subito con due ‘tweet’ a distanza di un’ora l’uno dall’altro. Prima ha parlato di atto compiuto da “una persona molto malata e folle”, poi ha aggiunto che gli Usa non devono “consentire ad Isis di tornare o entrare nel nostro Paese dopo averli sconfitti in Medio Oriente e ovunque”. “Ora Basta”, ha aggiunto. E a distanza di qualche ora ancora ha annunciato un nuovo giro di vite sui migranti: “Ho appena ordinato al (ministero) per la Homeland Security (Sicurezza Interna) di rafforzrare ulteriormente il nostro ‘programma estremo di esame delle credenziali'” dei migranti o dei richiedenti asilo “perche’ essere politicamente corretti e’ un bene, ma non in questo caso”. In realta’, Sayfullo Habibullaevic Saipov era titolare di una “green card” il permesso di residenza permanente negli Usa dal 2010. – Nato nella capitale uzbeka, Tashkent, l’uomo aveva una patente della Florida ma viveva con la moglie e tre figli a Patterson in New Jersey, lo Stato al di la’ dell’Hudson rispetto a Manhattan, dove il 29enne ha noleggiato da Home Depot il pick-up che ha usato come arma. Saipov aveva anche vissuto in Ohio. E mentre la galassia della ‘jihad’ sul web inneggia al nuovo attentato, il primo con vittime a New York dopo la strage alle Torri Gemelle, emergono i profili di chi ha perso la vita. Cinque delle otto vittime turisti erano argentini, parte di un gruppo di amici che festeggiava nella Grande Mela il 30°anniversario del diploma liceale alla Scuola Politecnica di Rosario, 300 chilometri a nord di Buenos Aires. E’ morta anche una turista belga arrivata da Roulers, nelle Fiandre, con la sorella e la madre. Gli argentini erano un gruppo di 10 persone, una delle quali e’ rimasta ferita. A pagare il viaggio per tutti era stato uno degli uomini che ha perso la vita, Erlij, 48 anni, proprietario di un acciaieria a Rosario, che aveva voluto offrire il viaggio nella Grande Mela perchè gli amici potessero festeggiare insieme. Il gruppo si era diplomato nel 1987 ed era a New York da qualche giorno: nel pomeriggio soleggiato di martedi’ avevano affittato le biciclette e stavano percorrendo la pista, quando il pullmino bianco, lanciato a tutta velocità sullo stretto vialetto alberato (non piu di 6 metri di larghezza, sufficienti pero’ a consentire alle bici di procedere nei due sensi) e’ piombato nel tratto vicino al liceo Stuyvesant, il grosso veicolo come un ariete. “Sono sotto shock, tramortiti. Non possono credere a quel che e’ accaduto”, ha raccontato il console argentino alle Nazioni Unite a proposito dei connazionali sopravvissuti. Il gruppo si era fotografato poco prima di imbarcarsi sul volo all’aeroporto di Islas Malvinas: tutti con una maglietta bianca e la scritta ‘Libre’, in spagnolo ‘Gratis’. Erlij non era riuscito a salire sul volo e aveva raggiunto tutti il giorno successivo. Ha trovato la morte a New York, alle 16:00 del pomeriggio, ha raccontato il console. Tra le persone ferite anche il conducente del pullmino e due studenti, che erano sullo scuolabus che stava riportando a casa i ragazzi a casa. Uno dei ragazzi sarebbe in condizioni critiche. Al calar della sera, il World Trade Center si e’ illuminato di rosso, bianco e blu, su ordine di De Blasio, in onore -ha fatto sapere il suo ufficio- di libertà e democrazia.

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