Terrorismo, al Qaeda: 4 anni fa usciva il 12° numero di Inspire con la “strategia di Babbo Natale”

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(di Franco Iacch) Tatticamente quel numero rappresenta ancora oggi una chiara ed immediata guida per compiere attentati e sfuggire alle contromisure dell’Occidente. Nulla a che vedere con le vignette dei simpatizzanti pubblicizzate senza controllo ed elevate a minacce ufficiali. Il 12° numero andrebbe studiato ancora oggi per la sua completezza. Nella rubrica chiamata “Open Source Jihad” gli autori cercavano di chiarire il ruolo del lupo solitario. Di particolare interesse l’editoriale di Yahya Ibrahim sulla strage di Boston che si ricollega alla guida per realizzare IED fatti in casa (tra le migliori mai pubblicate). Numerosi i riferimenti alle tattiche asimmetriche in contesti urbani. Nessun riferimento alla falciatrice teorizzata in seguito: l’auto viene intesa ancora come strumento per mimetizzare gli IED. Nel 12° numero di Inspire si suggerivano anche i migliori periodi dell’anno per un attacco terroristico. Il Natale era ritenuta occasione propizia per uccidere infedeli: “Travestitevi da Babbo Natale e fatevi saltare in aria”. Da studiare attentamente, infine, l’analisi del teologo Ibrahim Rubaish sul presunto declino di al Qaeda che oggi annovera circa 40 mila combattenti nel globo.

A distanza di 4 anni dalla sua diffusione sulla rete, il 12° numero di Inspire è ancora oggi un testo sorprendente. Strategie, tattiche di guerriglia urbana, consigli, analisi del pensiero occidentale ed intuizioni giudicate con scherno dai più all’epoca, sono ancora oggi attuate in tutto il mondo dai terroristi. I consigli ad esempio di “AQ Chef” sul come assemblare una granata con semplici articoli per la casa come bombole a gas e chiodi. Ed ancora la guida per “impostare il timer dell’incontro”. Il ruolo dell’autobomba. Chiaro il passaggio: “L’autobomba serve per uccidere le persone, ma non per distruggere gli edifici. Pertanto cercate occasioni specifiche come le campagne elettorali o le feste di beneficenza”. Quel riferimento al Natale era inteso come l’inizio di un percorso (marzo) verso il preciso momento (l’attentato). Ciò non significa che la figura del babbo natale non poteva essere sostituita da qualsiasi altro soggetto (coniglietto di pasqua poi teorizzato). Molti di quei consigli sono stati attuati negli attentati avvenuti tra il marzo del 2014 ed oggi. Andrebbero studiate le numerose dissertazioni filosofiche sul pensiero occidentale, sul concetto di resistenza, coesione del gruppo e de-umanizzazione del nemico.