Terrorismo: algerino a Pompei contromano contro le barriere protettive, evitata una strage

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Alta la tensione in Italia per le festività pasquali. Rafforzate le misure di sicurezza in tutta Italia dove 10000 uomini in più per la Capitale rafforzeranno il sistema di sicurezza, in campo anche l’Esercito. A Pompei per puro caso si e’ evitata la strage in una zona ad alta densità di fedeli cristiani. Sotto l’effetto di sostanze psicotrope e alla guida, contromano, di un’auto rubata in un’area pedonale densamente frequentata da cristiani per la presenza di un santuario mariano: ha tutte le caratteristiche del “lupo solitario” Othman Jridi, l’Algerino di 21 anni che lunedi’ scorso, a Pompei, ha fatto scattare l’allerta delle forze d’ordine dopo avere raggiunto la piazza antistante la basilica a bordo di una Fiat Panda che aveva rubato poche ore prima a Terzigno, nel Vesuviano. Modalita’ jihadiste – ravvisate gia’ in altre citta’ europee come Nizza e Londra, dove si sono verificati gravi attentati terroristici – che hanno indotto il pm della Procura di Torre Annunziata (Napoli) a inviare gli atti dell’accaduto al pool antiterrorismo della Procura partenopea. L’Algerino e’ stato preso dai carabinieri subito dopo il fatto, grazie alla segnalazione della polizia municipale: i militari l’hanno bloccarlo mentre cercava di mimetizzarsi su un bus. Nel corso del processo per direttissima, celebrato il giorno dopo, il giudice monocratico del Tribunale di Torre Annunziata lo ha condannato a due anni e quattro mesi di carcere (per furto e false dichiarazioni); al magistrato inquirente ha lasciato la decisione di trasmettere o meno gli atti al pool antiterrorismo di Napoli, per eventuali approfondimenti. Nelle prossime ore il pm inviera’ gli incartamenti a Napoli dove sara’ il sostituto procuratore Maurizio De Marco a decide se disporre ulteriori accertamenti. Secondo quanto emerso dalle indagini, Othman Jridi e’ senza fissa dimora; alle 14 di lunedi’ ha rubato una Fiat Panda a Terzigno che poi ha usato, due ore dopo, per attraversare via Lepanto a Pompei, fino ad arrivare nel piazzale antistante la Basilica, senza trovare ostacoli alla percorribilita’ delle vetture (fioriere e transenne) rimossi per agevolare l’allestimento di un palco per la via Crucis pasquale. Il giovane e’ stato notato dai vigili urbani che hanno cercato di bloccarlo. Ciononostante Jridi e’ riuscito a fuggire, mentre gli agenti lanciavano l’allarme. I carabinieri l’hanno arrestato su un bus. Alle forze dell’ordine ha mentito sul suo indirizzo di residenza dove e’ stato portato nell’ambito delle indagini. All’uomo trovato nell’abitazione ha sussurrato, in arabo, di confermare la sua versione dei fatti, un tentativo scoperto grazie alla presenza di un interprete. Nel corso del processo l’Algerino e’ apparso scarsamente lucido; ha ammesso di avere assunto sostanze psicotrope, prima di mettersi alla guida, per “sentirsi piu’ vicino ad Allah”. Poi durante l’udienza, ha recitato una litania in arabo. Al termine del procedimento il giudice ha optato per la detenzione in carcere.

Terrorismo: algerino a Pompei contromano contro le barriere protettive, evitata una strage

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