🎤Ucciso dalla Mafia: una poesia per Giacomo Ciaccio Montalto

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“A un uomo retto, diritto nel suo sguardo sul mondo e sulla vita che in un giorno scuro di gennaio cadde per mano di un percorso sporco!

A un uomo onesto, ritrovato morto esanime nella bruma vischiosa dell’inverno da un pastore che vide al nascere dell’alba, un corpo freddo adagiato sulla terra…, un seme avvolto dal fango di una notte rovinosa, che solo lo ha lasciato alla mira del vento, che veemente, l’ha spazzato via trafugandogli il tempo!”

di Fabio Strinati

 

Giacomo Ciaccio Montalto trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Milano. Negli anni Sessanta consegue la laurea in Giurisprudenza a Roma e, una volta vinto il concorso in magistratura, ottiene di andare ad operare a Trapani, la terra delle sue radici, come sostituto procuratore. Per dodici anni fa vita molto riservata. Poca mondanitĂ  e pochi amici fidati; ama il mare e le regate, ascolta musica classica in una casa antica, dove trascorre le sue ore di pausa dal lavoro con la famiglia. Negli anni Settanta è stato pubblico ministero nel processo contro Michele Vinci, il cosiddetto “mostro di Marsala”, che ha rapito, gettato in un pozzo e lasciato morire tre bambine, tra cui una nipote. A causa delle sue indagini, Ciaccio è una minaccia ingombrante per gli affari mafiosi. Lui stesso è preoccupato per la sua sorte. Lo racconterĂ  anni dopo lo scrittore siciliano Vincenzo Consolo, che di Ciaccio raccolse una testimonianza rivelata. A quei tempi Consolo lavorava al giornale palermitano «L’Ora» come cronista ed era a Trapani per seguire il processo al “mostro di Marsala”. Consolo ricorda: «Un giorno Ciaccio mi chiamò e mi disse che mi voleva incontrare a Valderice, nella sua casa, da solo. Una sera andai e mi accolse con la moglie, una donna che negli occhi aveva tutte le preoccupazioni per il marito. Mi rivelò che aveva ricevuto delle minacce: “Non scriva nulla, lo faccia solo se dovesse succedermi qualcosa”, disse». Venne ucciso dalla mafia il 25 gennaio dell’83 a Valderice.

🎤Ucciso dalla Mafia: una poesia per Giacomo Ciaccio Montalto

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