Unione Europea, mobilità per i militari

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L’Unione europea ha proposto oggi una serie di azioni per eliminare gli ostacoli alla mobilita’ militare. La Commissione europea ha infatti adottato una comunicazione congiunta che delinea i passi per superare gli ostacoli che complicano il movimento di equipaggiamento e personale militare all’interno dell’Ue, con lo scopo di facilitare e accelerare la mobilita’ per reagire in modo piu’ efficace alle crisi interne ed esterne. I cittadini europei – ha sottolineato l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini – comprendono che solo insieme, come Unione, possiamo affrontare le sfide della sicurezza dei nostri tempi”. Il capo della diplomazia Ue ha rimarcato che “c’e’ una domanda crescente affinche’ gli stati membri si coordino e lavorino insieme sulla difesa. Mentre stiamo avanzando sulla Cooperazione strutturata permanente (Pesco), per rendere la nostra difesa piu’ efficace, abbiamo anche deciso – ha concluso Mogherini – di rafforzare la nostra mobilita’ militare all’interno degli stati membri Ue e in cooperazione con la Nato”. Le azioni presentate oggi sono un esempio della buona cooperazione tra l’Ue e l’Alleanza atlantica. In precedenza il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha infatti posto l’attenzione sul tema. “Dobbiamo ammodernare i requisiti militari delle infrastrutture civili – ha detto nel corso della ministeriale Nato a Bruxelles – come strade, ferrovie e aeroporti. Questo e’ vitale per la Nato. Anche i governi nazionali, il settore privato e l’Unione europea – ha aggiunto – hanno un ruolo essenziale da svolgere, e stiamo lavorando con loro a stretto contatto”. La mobilita’ militare e’ legata a una serie di decisioni vincolanti a livello di stati membri e di regole comunitarie, ma c’e’ ora lo spazio – sottolinea una nota dell’esecutivo comunitario – per un approccio piu’ coordinato e armonico che potrebbe massimizzare il valore aggiunto dell’Ue sul tema, e costruire sinergie a livello civile-militare. Ogni azione verra’ coordinata non solo tra Ue e stati membri, ma anche con le altri parti interessate, in particolare la Nato. A tal fine, Bruxelles ha messo a punto una serie di linee di azione per potenziare la mobilita’ militare. Tra queste lo sviluppo di un’intesa comune delle necessita’ e delle esigenze, che dovra’ essere esaminata e concordata tra stati membri. Si punta anche a sviluppare un’intesa comune sulle infrastrutture da utilizzare e sull’impatto sugli standard infrastrutturali. Verranno anche affrontate questioni normative e procedurali (barriere doganali sulle merci pericolose e di altro genere, oltre che le procedure nazionali). Per quanto riguarda la politica sulle infrastrutture, la comunicazione congiunta propone di costruire a partire dalle gia’ esistenti reti di trasporto trans-europee (Ten-T), identificando una serie di punti dove potrebbero confluire le sinergie. Questo include l’eventuale duplice utilizzo della rete per scopi civili e militari, la cooperazione con le parti interessate nel settore della difesa per quanto concerne il database della Ten-T (Tentec) oltre che una riflessione sull’utilizzo nel campo della difesa della Connecting europe facility, lo strumento di finanziamento per attuare le reti Ten-T. Secondo quanto rende noto Bruxelles, l’Alta rappresentante Mogherini e la Commissione proporranno entro febbraio 2018 un piano di azione sulla mobilita’ militare per l’approvazione degli stati membri. Questo piano comprendera’ raccomandazioni su azioni da mettere in atto oltre che tempistiche ambiziose per affrontare le barriere alla mobilita’ sul territorio dell’Ue, costruendo sui risultati del gruppo di lavoro ad hoc dell’Agenzia europea per la difesa.

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