Usa-Kuwait: emiro Al Sabah in visita a Washington per un incontro con Donald Trump

L’emiro del Kuwait, c, partirà domani alla volta di Washington per incontrare, il prossimo 7 settembre, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo riferisce l’agenzia di stampa del Kuwait “Kuna”. La visita dell’emiro giunge nel pieno della crisi in corso tra il Qatar e L’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto – che dal 5 giugno hanno interrotto i rapporti diplomatici e commerciali con Doha con l’accusa di sostenere il terrorismo.

Alle misure hanno aderito tra gli altri anche Eritrea, Mauritania, Maldive, Ciad il governo yemenita del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi e l’esecutivo libico non riconosciuto di Al Baida. Giordania, Gibuti e Niger hanno declassato invece le proprie rappresentanze diplomatiche, mentre il Senegal dopo aver in un primo tempo declassato la sua rappresentanza diplomatica a Doha ha di recente annunciato il ritorno dell’ambasciatore, normalizzando di fatto le relazioni. Paesi come Iran e Turchia si sono schierati con il Qatar con l’invio di derrate alimentari.

Il Kuwait è stato scelto come paese mediatore della crisi e in questi mesi Washington ha offerto segnali contrastanti sulla sua posizione, con il presidente Trump che inizialmente ha espresso il suo pieno sostegno all’Arabia Saudita e il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, che ha scelto invece una linea al di sopra delle parti emersa con forza nella visita nel Golfo a metà luglio. Riad e Doha sono entrambi alleati chiave di Washington. Il presidente Trump ha scelto proprio l’Arabia Saudita per il suo primo viaggio all’estero, avvenuto a metà maggio, poche settimane prima dell’inizio della crisi tra Doha i quattro paesi arabi. Il Qatar ospita invece una delle principali basi aeree degli Stati Uniti all’estero, dove ha sede il Comando centrale statunitense (Centcom) che coordina le operazioni statunitensi nella regione.

Lo scorso 23 giugno le autorita’ del Kuwait, che svolgono un ruolo di mediazione, hanno consegnato al Qatar una lista di 13 richieste presentate dai paesi del Golfo per porre fine alla crisi.

Tra le richieste, che dovevano essere soddisfatte da Doha entro 10 giorni (con scadenza il 3 luglio), vi erano la chiusura dell’emittente televisiva “al Jazeera” e la fine dei rapporti con l’Iran. Una terza richiesta riguardava la chiusura della base militare turca in Qatar e la fine della cooperazione tra Ankara e Doha. Le autorità del Qatar avevano subito fatto sapere di ritenere “irragionevoli” e “ostili” alla sovranità nazionale le 13 richieste. La crisi che sta coinvolgendo il Qatar e gli altri paesi della regione potrebbe durare a lungo con gravi rischi, non solo sul piano diplomatico ed economico.

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