Putin: “gli ucraini hanno spinto i negoziati in un vicolo cieco”. La guerra continua ma non per molto

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Putin: “Gli ucraini hanno spinto i negoziati in un vicolo cieco sono loro che hanno creato difficolta’ a portarli a un livello accettabile e l’operazione militare andra’ avanti finche’ non ci saranno negoziati accettabili”.

Secondo il Cremlino l’Ucraina non avrebbe rispettato gli accordi raggiunti con la Russia a Istanbul e l’Ucraina verrebbe usata come uno strumento per raggiungere gli obiettivi dell’Occidente, indipendentemente dal benessere del popolo ucraino.

Secondo Putin il consolidamento dell’Occidente e’ legato ad una posizione umiliante e umiliata dell’Europa rispetto al Paese che la domina, si vergognano a dire che sono sotto lo schiaffo degli Usa.

E’ comodo unirsi attorno al concetto di aggressione russa e servire cosi’ gli Usa, enfatizza Putin.

Sul massacro di Bucha il presidente russo parla di “fake news” orchestrata ad arte. A Bucha sono stati trovati finora 403 corpi di civili uccisi dalle truppe russe nei giorni dell’occupazione ma il numero crescera’ ancora, ha detto il sindaco della citta’ Anatoliy Fedoruk, spiegando che e’ troppo presto perche’ i residenti fuggiti nelle settimane scorse tornino nelle loro case.

Il presidente ucraino Zelensky, parlando al Parlamento lituano, ha detto che nelle aree occupate liberate dell’Ucraina il lavoro continua per registrare e indagare sui crimini di guerra commessi dalla Russia. Quasi ogni giorno vengono trovate nuove fosse comuni. Migliaia di vittime, centinaia di casi di brutali torture. Si trovano ancora cadaveri nei tombini e negli scantinati. Corpi legati e mutilati. Centinaia di orfani, sono stati denunciati centinaia di stupri, tra cui ragazze minorenni e bambini molto piccoli e persino neonati.

E in questa fase di passaggio del conflitto, Kiev chiede all’Europa un atteggiamento ancora piu’ duro nei confronti di Mosca. “Occorre compiere ogni sforzo per garantire che la risposta dell’Europa all’aggressione russa sia veramente forte e veramente consolidata’, ha ribadito Zelensky chiedendo di “fissare scadenze specifiche per ciascuno Stato dell’Ue al fine di abbandonare efficacemente o almeno limitare in modo significativo il consumo di gas e petrolio“.

L’operazione militare speciale della Russia in Ucraina procede secondo i piani, conferma senza esitazione Putin. In attesa dell’offensiva russa in Donbass, continuano i combattimenti nel sud e nell’est del Paese.

Putin, in conferenza stampa dopo i colloqui con l’omologo bielorusso Alexander Lukashenko al sito dello spazioporto di Vostochny, nella regione dell’Amur ha confermato i solidi rapporti con Minsk che rimane unico fedele alleato di Mosca.

‘E’ importante – ha detto Putin – rafforzare l’integrazione di Russia e Bielorussia alla luce della guerra totale delle sanzioni dell’Occidente’.

Mosca vicino al compromesso con l’Occidente

Mosca, scrive Il Giornale, potrebbe avviare negoziati non appena terminata la conquista delle città di Sloviansk e Kramatorsk nell’oblast di Donesk e di quella Slevierdonetsk nell’oblast di Lugansk. Sloviansk, Kramatorsk e Slevierdonetsk sono – assieme alla martoriata Mariupol – le città su cui si va chiudendo in queste ore la morsa delle unità russe posizionate sul quadrante nord orientale di Izrum e di quelle in movimento dai territori del Donbass, a Sud e ad Est.

Mosca rinuncerebbe, così, sia alla presa di Odessa, sia di quei territori a Est del flume Dniepr considerati indispensabili inizialmente per creare una zona cuscinetto con l’Ucraina filo occidentale e rivendicare la riconquista dell’originaria Novorossya zarista. Una rinuncia imposta anche dalla consapevolezza che il controllo di quei territori richiederebbe il dispiegamento di decine di migliaia di soldati impegnati in uno sfiancante conflitto a bassa intensità con delle forze insurrezionali fedeli a Kiev e armate dalla Nato. In cambio di queste rinunce la Russia chiederà il riconoscimento della piena sovranità russa su Crimea, Lugansk e Donetsk.

Putin: “gli ucraini hanno spinto i negoziati in un vicolo cieco”. La guerra continua ma non per molto

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