Il Qatar rimane comunque fedele a Turchia e Iran

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Il Qatar non cambierà le sue relazioni con Iran e Turchia dopo aver siglato l’accordo con Arabia Saudita e i suoi alleati per interrompere l’isolamento che durava dal lontano 2017.

Lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ministro degli Esteri del Qatar, ha detto che “Doha ha accettato di cooperare con gli altri paesi del golfo solo in materia di antiterrorismo e “sicurezza transnazionale. Le relazioni bilaterali sono principalmente guidate da una decisione sovrana del paese nel segno dell’interesse nazionale. Quindi non ci sono effetti sui nostri rapporti con nessun altro paese”. Lo sceicco Mohammed ha anche detto che non ci saranno cambiamenti su Al Jazeera.

Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto alla base dell’embargo avevano denunciato i legami di Doha con Iran e Turchia, così come il sostegno a movimenti islamisti come i Fratelli Musulmani. Avevano quindi presentato 13 richieste a Doha che includevano la chiusura di Al Jazeera, la rete televisiva satellitare finanziata dal Qatar, il contenimento dei legami con l’Iran, la chiusura di una base turca e l’interruzione di ogni cooperazione militare con Ankara.

L’Arabia Saudita questa settimana ha aperto il suo confine terrestre, marittimo e aereo con il suo vicino, nella percezione che il principe ereditario Mohammed bin Salman, il leader del regno, volesse risolvere la frattura per guadagnare credibilità con la nuova amministrazione Biden.

“Si spera che entro una settimana dalla firma le cose possano ritornare alla normalità”, ha detto lo sceicco Mohammed. Tutti gli stati sono stati “vincitori” sulla scia dell’accordo di questa settimana, ma ha riconosciuto che potrebbe volerci del tempo per una piena riconciliazione.

Alcuni analisti ritengono che gli Emirati Arabi Uniti hanno faticato per avvicinarsi al tavolo dell’accordo per via dei legami tra Doha ed Ankara.

Gli Emirati Arabi Uniti accusano il presidente turco Recep Tayyip Erdogan di intromettersi negli affari arabi.

Anwar Gargash, ministro degli Affari esteri degli Emirati Arabi Uniti, ha affermato che il suo paese è estremamente favorevole all’accordo, ma ha aggiunto che “qualsiasi futura crisi creerà problemi di fiducia“.

Tante le domande che si pongono i principali dignitari dei paesi del Golfo. Una fra tutte, come affrontiamo le minacce regionali alla luce della presenza turca? Come affronterà il Qatar i nostri comuni affari se comunque subisce le interferenze dell’Iran?

Lo sceicco Mohammed, che è anche presidente della Qatar Investment Authority, durante l’accordo ha accennato alla possibilità che il fondo sovrano investirà in Arabia Saudita e altri stati del Golfo se la crisi finirà: “Se ci sono opportunità che vediamo in futuro, e vediamo una continuazione della volontà politica dei paesi di impegnarsi, siamo molto aperti”.

L’Arabia Saudita vuole attirare investimenti stranieri per sostenere i grandiosi piani del principe Mohammed per modernizzare il regno e rivedere la politica economica non legandola più al petrolio. Lo sceicco Mohammed ha anche aggiunto che Doha ha accettato di sospendere le cause legali contro l’Arabia Saudita e i suoi alleati, comprese le cause intentate presso l’Organizzazione mondiale del commercio e la Corte internazionale di giustizia.

Il Qatar rimane comunque fedele a Turchia e Iran