“Restate a Casa”

Ieri sera in formato “edizione straordinaria” a reti unificate il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte ha anticipato i contenuti del decreto che sarebbe uscito da li a qualche ora.  Tutta l’Italia è zona di sicurezza, vietato spostarsi, rimangono chiuse le scuole, le chiese,  viene sospeso il campionato di calcio, così come tutte le altre gare. Ovunque saranno proibiti gli assembramenti, evitare la movida. Bar e ristoranti dovranno chiudere alle 18, rispettando la distanza minima di sicurezza. E’  possibile effettuare spostamenti per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, basterà esibire un’autocertificazione, evitando di mentire, pena fino a 3 mesi di reclusione. Si potrà fare la spesa senza evitare l’assalto ai supermercati (invece in queste ore sta avvenendo esattamente il contrario). Al di là delle nuove misure la parola d’ordine è: “Restate a casa”. Il  premier  Giuseppe Conte ha incontrato prima di emanare il decreto, il ministro Francesco Boccia e  incontrato i leader di tutti i partiti e i governatori. L’opposizione non ha dato un “placet” convinto. “È un primo passo, forte, ma non basta“, dichiarano Matteo Salvini e Giorgia Meloni, mentre Mariastella Gelmini chiede un vademecum.

Le scuole resteranno chiuse almeno fino al 3 aprile ma non è escluso che lo stop alle lezioni prosegua fino a dopo Pasqua o addirittura ai primi di maggio. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, parlando in videoconferenza con i rappresentanti degli studenti, ha spiegato che se la sospensione delle lezioni andrà oltre il 3 aprile, si dovrà procedere a modificare l’esame di maturità: salteranno le prove Invalsi e l’alternanza scuola lavoro ma potrebbe anche essere reso più snello l’esame, visto che il programma sarà ridotto.

Non ci saranno fondi per pc e tablet per la didattica a distanza e non ci saranno rimborsi per le  gite scolastiche. Al  ministero dell’Economia e Finanze starebbero  pensando ad un voucher invece che ad un rimborso. La  Figc aveva deciso il fermo di tutte le attività fino al 3 aprile ma per il calcio è necessario un decreto del presidente del consiglio, già annunciato dal ministro Vincenzo Spadafora. Ieri pomeriggio Boccia ha invece deciso lo stop delle attività in tutte le località sciistiche, non solo quelle della zona arancione.

 

“Restate a Casa”