Russia 2018. I responsabili della disfatta Tavecchio e Ventura restano saldamente ancorati alle loro poltrone

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Nonostante il fallimento completo alla guida della nazionale italiana, che dopo 60 anni non parteciperà ad un campionato del mondo di calcio, il ct Ventura non sembra propenso a rassegnare le dimissioni come dignità imporrebbe dopo aver arrecato un danno inimmaginabile all’intero Paese.

Eppure al termine del match il comportamento tenuto da Ventura, che aveva sapientemente evitato le telecamere, aveva fatto pensare alla decisione più logica dopo una debacle del genere, le dimissioni immediate ed incondizionate. Aspettativa confermata anche di fronte alle telecamere de “Le Iene”, quando a precisa domanda del cronista “Si dimette?” aveva risposto con un inequivocabile “Si!”.

Il nodo della questione sta proprio qui, perché a quanto pare il vero problema per Ventura non sarebbe tanto rassegnare le dimissioni, quanto invece le condizioni per poterle rassegnare.

Magari pochi di voi l’avrebbero detto, ma per determinate persone anche i princìpi morali hanno un prezzo, e quello che il ct della prima nazionale esclusa dai mondiali, negli ultimi 60 anni, attribuisce alla sua dignità, si aggira attorno ai 700/800 mila euro, praticamente l’intero ingaggio che avrebbe percepito da qui alla fine del suo mandato. In parole povere il signor Ventura si accontenterebbe di starsene a casa, profumatamente retribuito, alle stesse condizioni garantite dalla Federazione in caso di successo e relativa qualificazione dell’Italia ai mondiali di calcio di Russia 2018. Tutto questo, come purtroppo ben sappiamo non è avvenuto, ma le pretese di chi ha fallito, restano esattamente le stesse.

Ventura aveva fatto intendere che si sarebbe fatto da parte. Si era scusato con tutti gli italiani per il fallimento della spedizione italiana, ma aveva voluto precisare che nonostante la debacle, le sue statistiche erano comunque state tra le migliori degli ultimi 40 anni. Queste erano state le sue parole al riguardo: “Senza l’Italia saranno brutti Mondiali, ma purtroppo è andata, che ci posso fare? Chiedo scusa agli italiani. Lo score è uno dei migliori degli ultimi quarant’anni, ho perso due partite“.

Praticamente come se un chirurgo, al temine di una operazione, avesse detto: “l’intervento è perfettamente riuscito, però il paziente è deceduto”.

Niente a che vedere con altri responsabili della disfatta, gente come Buffon, Barzagli e De Rossi che al termine della partita, in un contesto in cui sarebbe stato sicuramente più facile scapparsene negli spogliatoi, ci hanno messo la faccia, in alcuni casi rigata da lacrime e si erano presi le loro colpe annunciando immediatamente il loro addio alla nazionale italiana.

Ed a proposito di Federazione, se Ventura non si decide a rassegnare le dimissioni, il Presidente Tavecchio, che il ct lo scelse per la poco ambiziosa successione ad Antonio Conte, di dimissioni non vuole nemmeno sentirne parlare, anzi in linea con il pessimo costume nazionale, sembra aggrapparsi alla poltrona ed allo stipendio con maggior determinazione, fregandosene del gravissimo insuccesso di cui è indubbiamente il primo responsabile.

Questi sono i dirigenti che ci troviamo in Italia, questa è la gente pronta a prendersi i meriti per i trionfi, la stessa gente che si gira intorno alla ricerca di un colpevole da silurare quando invece dei trionfi arrivano le figuracce come quella della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Calcio di Russia 2018.

GB

Foto: google

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