Una serata simbolo del rapporto tra politica e stampa si è trasformata in pochi istanti in una scena di paura. La sera del 25 aprile 2026, a Washington D.C., durante la tradizionale cena della White House Correspondents’ Association, alla quale partecipava il presidente Donald Trump, sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco all’esterno dell’area principale dell’evento
Secondo fonti ufficiali e ricostruzioni concordanti, un uomo armato ha tentato di forzare un checkpoint di sicurezza nei pressi dell’hotel Washington Hilton, dove si stava svolgendo la serata. L’aggressore era dotato di più armi, tra cui un fucile, una pistola e coltelli, e ha aperto il fuoco contro gli agenti presenti.
I colpi sono stati uditi anche all’interno della sala principale, provocando il panico tra i circa 2.000–2.600 ospiti tra giornalisti, politici e funzionari. Molti presenti si sono rifugiati sotto i tavoli mentre gli agenti del Secret Service intervenivano.
Il presidente Trump, insieme alla First Lady e ai principali membri dell’amministrazione, sono stati immediatamente messi in sicurezza con una evacuazione rocambolesca dal palco. L’operazione è avvenuta in pochi secondi, secondo i protocolli di sicurezza federali.
Nonostante il caos, nessuna figura istituzionale è rimasta ferita. Un agente del Secret Service è stato colpito, ma il giubbotto antiproiettile ha evitato conseguenze gravi.
L’aggressore è stato rapidamente bloccato e arrestato sul posto. Le autorità ritengono che abbia agito da solo e stanno ancora indagando sul movente.
Secondo diverse fonti investigative, si tratterebbe di un uomo di 31 anni proveniente dalla California, attualmente sotto interrogatorio.
La cena, uno degli appuntamenti più importanti per il mondo dell’informazione americana, è stata immediatamente cancellata.
Poche ore dopo l’accaduto, Trump ha parlato alla stampa, ringraziando le forze dell’ordine per la rapidità dell’intervento e sottolineando la necessità di mantenere l’unità nazionale.
L’attacco ha colpito un evento altamente simbolico: la cena dei corrispondenti della Casa Bianca rappresenta tradizionalmente un momento di dialogo — spesso ironico — tra potere politico e stampa.

