Steve Bannon: “Salvini e la Lega detteranno le regole in Europa”

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Steve Bannon, in una intervista a “Il Messaggero” traccia l’analisi della situazione politica italiana, in funzione delle  prossime elezioni europee fino a citare il neoeletto presidente brasiliano Bolsonaro che giudica, insieme a Matteo Salvini e Trump, i principali politici mondiali difensori dei valori giudaico-cristiani.

Matteo Salvini ha annunciato che a metà aprile organizzerà a Roma una grande manifestazione con i principali partiti sovranisti europei in vista delle elezioni. Il leader della Lega – spiega Bannon – ha una leadership straordinaria, è riuscito a trasformare la Lega da partito regionale a forza non solo nazionale ma a quello che negli Stati Uniti definiamo un worldwide brand, portando la Lega dal 5 per cento a diventare il primo partito in Europa e che eleggerà il maggior numero di rappresentanti al Parlamento europeo.

“Ne sono certo”. La Lega in Italia ha già superato il consenso del Rassemblement National in Francia e sarà il perno di una grande alleanza a livello europeo con i principali partiti sovranisti che scardinerà il duopolio franco-tedesco che ha governato in Europa negli ultimi anni e darà finalmente vita all’Europa delle Nazioni.

Un’alleanza che prenderà spunto dall’accordo tra Lega e M5S, che ha fatto dell’Italia un laboratorio politico a livello mondiale”. Però l’elezione di Trump è avvenuta prima dell’alleanza Lega-M5S: “È vero, ma il mio auspicio è che anche negli Stati Uniti possa nascere in futuro un governo simile a quello italiano con un’alleanza in chiave anti-establishment tra Trump e le componenti del partito democratico vicine a Bernie Sanders che hanno a cuore gli interessi del popolo”.

L’ex consigliere di Trump è stato tra i primi ad auspicare la formazione del governo giallo-verde e, nelle concitate fasi dopo le elezioni del 4 marzo 2018, ha avuto un ruolo per convincere Salvini ad allearsi con il M5S.

Così come Trump negli Stati Uniti, – dice – anche in Italia il governo si scontra contro un establishment ben radicato, è necessario tempo prima di ottenere importanti risultati. Per far ripartire l’economia italiana è necessaria maggiore deregulation, non è possibile che una nazione importante come l’Italia abbia da anni crescita zero, la vostra economia – che è costituita da straordinarie eccellenze rappresentate dalle piccole e medie imprese e dal made in Italy – deve tornare ad essere competitiva fermando la fuga dei cervelli. “La ricetta per produrre crescita è il taglio delle tasse favorendo gli investimenti e una maggiore deregolamentazione del mercato”. Questa però è una visione economica antitetica a quanto proposto dal M5S con il reddito di cittadinanza che è una misura assistenziale.

Sotto questo riguardo Bannon rileva come il reddito di cittadinanza alla lunga non sia sostenibile, la crescita viene da meno burocrazia mettendo gli imprenditori in condizioni di lavorare pagando meno tasse. In sostanza sta proponendo una Flat tax. “La Flat tax non è la panacea di tutti i mali ma rappresenta un inizio importante, ne ho parlato con Armando Siri di cui già conoscevo il libro pubblicato qualche anno fa sull’argomento”. Per quanto riguarda invece l’altro partito sovranista italiano, Fratelli d’Italia, e sulla sua leader Giorgia Meloni, il politologo americano considera la Meloni una delle migliori politiche contemporanee, lo ha molto colpito quando l’ha incontrata e partecipato ad Atreju, la convention di Fratelli d’Italia a Roma a Settembre. “Chi afferma che Fratelli d’Italia è un partito fascista dice fesserie, è un partito di patrioti che amano l’Italia”. Ora – aggiunge – la priorità sono le imminenti elezioni europee in cui si gioca il futuro del continente ed è necessario costruire una grande alleanza in chiave anti-establishment in cui l’Italia ha un ruolo centrale grazie al carisma e alla leadership di Matteo Salvini. “Ciò che mi ha più colpito nella campagna elettorale delle passate politiche è la vicinanza tra il popolo italiano e Salvini e Di Maio, in opposizione ai burocrati che hanno distrutto l’economia italiana ed europea, uno schema che si dovrebbe riproporre anche il 26 maggio”, ha concluso Bannon.

 

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