Strasburgo chiede spiegazioni all’Italia su accordi fatti con la Libia

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Strasburgo chiede spiegazioni all’Italia su accordi fatti con la Libia

Il Consiglio d’Europa di Strasburgo, con una lettera datata 28 settembre 2017 a firma del commissario per i dirittiNis Muiznieks, ha chiesto delucidazioni all’Italia sul tipo di accordo fatto con la Libia. In particolare si è ricordato del rispetto dei diritti dei migranti e di non esporli al rischio di tortura o trattamenti disumani per poi rinviarli verso il Paese d’origine. Il Ministro Minnisti ha subito replicato: l’Italia non fa respingimenti. Ai libici offriamo solo formazione e diamo supporto logistico. Intanto il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, in un’audizione all’Europarlamento, prende le distanze: “non abbiamo interlocutori in Libia, noi collaboriamo con le missioni europee Eubam e EunavForMed”.

In particolare, si domandano informazioni sugli accordi presi con la Libia; “quali salvaguardie l’Italia abbia messo in atto per garantire che le persone eventualmente intercettate o salvate da navi italiane in acque libiche, non siano poi esposte al rischio di essere vittime di trattamenti e pene inumane e degradanti fino alla tortura”; e fornire le  indicazioni sul nuovo codice di condotta per le ong, coinvolte in operazioni di salvataggio in mare.

Minniti sottolinea che mai navi italiane o che collaborano con la Guardia costiera libica hanno riportato in Libia migranti tratti in salvo”, spiegando che “l’attività delle autorità italiane è finalizzata a formazione, equipaggiamento e supporto logistico della Guardia costiera libica, non ad operazioni di respingimento. Nella lettera che il Viminale ha inviato al commissario, ma che quest’ultimo non ha ancora ricevuto, si evidenzia inoltre che “la più recente strategia italiana, condivisa e apprezzata a livello europeo” ha come obiettivo la gestione dei flussi migratori al fine di ridurre il rischio di incidenti e naufragi, un rischio, tra l’altro, che potrà essere azzerato solo con l’interruzione delle partenze.

L’Italia non sottovaluta affatto il tema del rispetto dei diritti umani in Libia, tutt’altro, lo considera cruciale” e sta lavorando per un rafforzamento della presenza nel Paese di Unhcr e Oim, precisa nella lettera il Ministro dell’Interno Minniti.

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