CEO Ambienthesis, “innovazione sociale e sostenibilità ambientale, un binomio vincente”

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(Damiano Belli Amministratore delegato Ambienthesis) Quando parliamo di sostenibilità ambientale non possiamo non considerare il binomio imprescindibile che questa ha con l’innovazione sociale e con una cooperazione umano-industriale in grado di minimizzarne l’impatto ambientale ed ecologico. In termini di innovazione sociale e impatto ambientale, l’Italia si è saputa dimostrare come uno dei Paesi all’avanguardia, avendo adottato una legislazione sulle società, definite Benefit, finalizzata proprio a fornire ai datori di lavoro la possibilità di valorizzare il capitale umano come perno di una economia circolare e collaborativa. La legge vuole infatti promuovere la costituzione e favorire la diffusione di società, che nell’esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse[1].

Guardando al mercato automobilistico, ad esempio, vorrei evidenziare la Green Month Campaign della Toyota Environmental Challenge 2050, una campagna di sensibilizzazione ambientale che vede la casa automobilistica impegnata in una serie d’iniziative e partnership. In collaborazione con Treedom, per citare un esempio, Toyota contribuirà alla forestazione di un territorio bisognoso in Kenya con il duplice scopo di aiutare i contadini locali nelle zone difficili e di ridurre le emissioni di CO2[2].

Così come un altro esempio virtuoso in questi termini è rappresentato dalla Microsoft, che da poco tempo ha inaugurato il Progetto Natick, un container da spedizioni intercontinentali del tutto autosufficiente, posizionato sul fondale oceanico vicino alle Isole Orkney in Scozia. Un data center in grado di contenere di 864 server completamente alimentati da energia rinnovabile[3].

E’ un chiaro segnale di come il mondo imprenditoriale si stia sempre più avvicinando a temi quali la salvaguardia dell’ambiente, la politica di impatto zero, il rispetto del territorio e delle popolazioni che ci vivono.

D’altronde, pochi giorni fa lo stesso Premier Conte nel suo discorso al Senato ha affermato che “l’azione del governo sarà costantemente incentrata sulla tutela dell’ambiente“, sollevando la questione della cosiddetta blue economy quale creazione di un ecosistema che trasformi i rifiuti in una risorsa da riutilizzare[4].

Una linea di condotta, quindi, identica a quella che da anni portiamo avanti nel Gruppo Green Holding, puntata allo sviluppo di un sistema di gestione ambientale integrato alle strutture aziendali, al perseguimento continuo delle prestazioni ambientali attraverso l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili, alla riduzione delle emissioni inquinanti, dei consumi energetici e dello sfruttamento di materie prime[5]. Il tutto al fine di garantire un’efficace gestione di tutte le fasi riguardanti il conferimento dei rifiuti, in un’ottica di sviluppo sempre maggiore di una coscienza ambientale.

 

 

CEO Ambienthesis, “innovazione sociale e sostenibilità ambientale, un binomio vincente”

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