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Dopo solo tre giorni dall’insediamento di Joe Biden, secondo l’intelligence Usa, caccia militari cinesi hanno simulato attacchi con missili contro una portaerei statunitense nella zona di difesa aerea di Taiwan.

Il 23 gennaio scorso, l’esercito cinese ha inviato 11 aerei nella zona sud-occidentale della zona di difesa aerea di Taiwan e il giorno successivo altri 15 aerei nella stessa area.

L’intelligence ha affermato che i bombardieri e alcuni aerei da combattimento di Pechino hanno condotto un’esercitazione che utilizzava un gruppo di navi della marina statunitense guidate dalla portaerei USS Theodore Roosevelt come bersaglio simulato.

Le intercettazioni radio hanno rivelato che i piloti dei bombardieri H-6 si scambiavano istruzioni su quel “targeting” con missili anti-nave.

Nel Mar Cinese Meridionale e intorno a Taiwan il confronto muscolare tra le due superpotenze è sempre vivo, in attesa di conoscere la nuova politica estera del neo presidente Usa Biden. Quella di Trump, secondo alcuni analisti cinesi era troppo “caotica”.

Lo sviluppo cinese di missili in grado di colpire navi e aerei statunitensi nella regione ha contribuito a contrastare il dominio militare statunitense in Asia e nel Pacifico occidentale. Gli esperti cinesi hanno però affermato che Pechino non è disposta a rischiare un conflitto aperto con gli Stati Uniti.

L’area in cui la Difesa di Taiwan ha riportato le incursioni lo scorso fine settimana si trova tra Pratas, un atollo di Taiwan nella parte settentrionale del Mar Cinese Meridionale, e Taiwan, dove lo Stretto di Taiwan incontra il Canale Bashi, un passaggio principale tra il Pacifico occidentale e il Mar Cinese Meridionale.

I caccia Su-30 cinesi possono trasportare missili anti-nave Kh-31, e i bombardieri H-6 e i caccia J-16 possono entrambi trasportare missili antiribaltamento YJ“, ha detto Su Tzu-yun, analista presso l’Institute for National Defense and Security Research, un think-tank sostenuto dal ministero della Difesa di Taiwan. “Tutti e tre gli aerei sono chiaramente una dimostrazione di forza e una minaccia per le navi di superficie”.

Il 23 gennaio scorso il Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti ha confermato l’incursione aerea nel Mar Cinese Meridionale verso navi e portaerei statunitensi; secondo i dati di tracciamento della nave, l’operazione è avvenuta a ridosso del Canale di Bashi.

Le manovre aeree cinesi hanno costretto la nuova Amministrazione Usa ad intervenire: “Chiediamo a Pechino di cessare la sua pressione militare, diplomatica ed economica contro Taiwan”, ha detto il dipartimento di stato americano, prima di aggiungere che la Cina dovrebbe ricordare che il rapporto di Washington con Taipei è “solido come una roccia”.

Biden ha inviato un altro messaggio alla Cina riaffermando l’impegno degli Stati Uniti ad aiutare il Giappone a difendere le isole Senkaku, che sono amministrate da Tokyo ma rivendicate da Pechino, che le chiama Diaoyu.

Taiwan: Caccia cinesi bombardano navi Usa, in un’esercitazione simulata

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