Trump incassa un ulteriore colpo. L’oltranzista Moore concorrerà per i repubblicani in Alabama

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Donald Trump trova sempre più difficoltà anche all’interno del suo stesso schieramento politico. In uno degli Stati della federazione degli USA, non certo il primo che ci viene in mente quando pensiamo all’America, il Presidente Trump subisce una nuova sconfitta. In Alabama, infatti, in occasione delle primarie del partito Repubblicano, in vista delle prossime elezioni “mid term” del 2018, l’elettorato conservatore ha bocciato il candidato Luther Strange, appoggiato anche dal presidente Trump e fortemente finanziato dal suo partito, preferendogli un personaggio ritenuto praticamente ineleggibile per il suo suo noto credo razzista e omofobo oltre al suo integralismo religioso. Stiamo parlando di Roy Moore, ex giudice rimosso più di una volta dalla Corte Suprema dell’Alabama per il suo rifiuto di applicare la legge e le sentenze dei tribunali federali sulla libertà sessuale e i matrimoni gay, non curandosi addirittura delle decisioni prese dalla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America. Fece scalpore, nel 2003, il suo rifiuto di rimuovere dal tribunale una statua su cui erano scolpiti i dieci comandamenti e, più recentemente, nel 2016, quando ignorò una sentenza federale sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Roy Moore aveva raggiunto una certa celebrità nel suo paese per una serie di posizioni “politicamente scorrette” come si ama chiamarle di questi tempi. Prima aveva proposto di bandire ogni tipo di condotta omosessuale ed a tal proposito usò parole di lode per Vladimir Putin notoriamente intollerante nei confronti degli omosessuali. Poi aveva continuato nel definire troppo dilagante nel paese “sodomia e perversione sessuale”, comportamenti immorali che stavano “uccidendo” il popolo americano. Poi ancora, riferendosi agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, affermò, sembrerebbe ispirandosi al Libro di Isaia, che si sarebbe trattato di una punizione divina dovuta proprio alla dilagante immoralità. Per non dimenticare il modo di appellare altre razze diverse da quella bianca come ad esempio nativi americani ed asiatici definiti come “rossi e gialli”. Moore, nonostante non piacesse a gran parte della leadership di Washington, è riuscito a spuntarla e grande merito di questa autentica impresa è dall’ex ideologo della Casa Bianca, Steve Bannon che, abbondanata la capitale e tornato a dirigere il sito Breitbart News, sembra dannarsi l’anima alla ricerca in tutti gli USA di candidati della destra più estremista, da contrapporre a quelli decisamente più moderati, appoggiati dal partito e dal presidente Trump.
Sarà dunque Roy Moore lo sfidante del candidato democratico Doug Jones alle prossime elezioni del 12 dicembre in Alabama e come accennato questo è il primo grande successo del falco Steve Bannon che prosegue nella sua decisa battaglia per la “rimozione” di tutti i repubblicani moderati, aperti al dialogo politico interno e al libero scambio economico, con candidati radicali, inflessibili nel loro integralismo e nazionalismo. Aveva iniziato lanciando il guanto di sfida ai senatori repubblicani moderati di Arizona, Mississippi, Nevada e Tennessee e proprio il senatore moderato di quest’ultimo Stato, ha deciso, guarda caso, proprio negli ultimi giorni di ritirarsi dalla politica e conseguentemente di non ricandidarsi.
Il presidente Trump, ufficialmente contrariato dalla piega presa all’interno dello schieramento repubblicano, sembrerebbe in realtà strizzare l’occhio “unofficially” anche alla sua ala oltranzista, che sta creando un vero e proprio terremoto interno, rendendo ingovernabile il partito. Ma come si usa dire in questi casi, “se Atene piange, Sparta non ride”, in quanto è vero che i repubblicani sono alle prese con una pericolosissima lotta intestina, ma anche i democratici, sopratutto quelli che avevano creduto che l’elezione di Trump poteva rappresentare il punto più basso nella storia del paese e di conseguenza un vantaggio per la loro parte politica, nonché la fine per i repubblicani, si trovano invece con Moore, di fronte ad una situazione che si preannuncia molto più preoccupante di quella che avevano sperato.
GB
Foto: cbn.com

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