Un Battito nel Buio. Il primo suono

di Antonio Di Ieva

È una stanza che sa tenere i segreti.

Piccola, quasi intima – le pareti strette apposta per contenere quello che sta per accadere. L’odore del gel ecografico, freddo sulla pelle calda. Il ronzio basso delle apparecchiature – quel sottofondo che a forza di ascoltarlo diventa silenzio. Fuori da quella porta: corridoi affollati, telefoni che squillano, il rumore ordinario di una mattina qualunque. Qui dentro tutto si è fermato. Due persone trattengono il respiro senza accorgersene. Uno schermo aspetta. Lei non lo vede. Ha gli occhi fissi su di lui.

Lui le stringe la mano – troppo forte. Nessuno dei due se ne accorge.

La dottoressa muove la sonda. Cerca.

E poi eccolo.

Non è il suono che ti aspetti. Non è maestoso, non è solenne. È rapido, ritmico, caotico – il galoppo di qualcosa di minuscolo e ostinato che non ha ancora deciso che forma prenderà nel mondo.

È un cuore.

Ha poche settimane di vita. Non ha ancora un nome, non ha ancora un volto. Non sa niente di sé né del mondo che lo aspetta. Ma ha già questo: un battito. E quel battito riempie la stanza, riempie lei, riempie lui, riempie tutto lo spazio vuoto tra quello che erano prima e quello che stanno diventando adesso.

La donna trattiene a stento le lacrime. L’uomo ride. O forse piange anche lui. In certi momenti non fa differenza.

Quello che ascoltano è il suono più antico e più nuovo del mondo. Il primo segnale che un essere umano manda verso l’universo. Prima delle parole, prima del respiro, prima di qualsiasi cosa: il cuore che dice ci sono. Sono qui. Sono vivo.

Ma c’è qualcosa che lo schermo non mostra.

Lei lo sa già. Lo sente da settimane – non attraverso le orecchie, ma attraverso il proprio cuore che a sua volta batte. Quella connessione silenziosa che non ha nome in medicina ma che ogni madre riconosce: il ritmo dell’altro che entra nel tuo, lo modifica, diventa parte di te senza chiedere permesso.

Due cuori che per mesi si cercano nell’oscurità.

Il battito come primo segnale di presenza. Il battito come prima prova che una vita è lì – ed è reale.

Tenete a mente questo suono.

Tornerà.

Un Battito nel Buio. Il primo suono