USA,  è morto Charles Manson, il santone che sconvolse l’America

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Dopo un breve ricovero in ospedale, è morto alle 20:13 di domenica (le 5:13 di lunedì in Italia) al Kern County Hospital Bakersville in California Charles Manson, uno dei serial killer più sanguinari della storia americana. Capo della setta “Family” resasi protagonista di alcuni tra i più efferati omicidi dell’epoca, come quello passato alla storia come “la strage di Cielo Drive” in cui perse la vita tra gli altri, la moglie del regista Roman Polansky, al suo ottavo mese di gravidanza.

Ma chi era Charles Manson?

Charles Manson venne messo al mondo a Cincinnati, nell’Ohio il 12 novembre 1934 da una prostituta di appena sedici anni.

La sua infanzia è stata caratterizzata da una serie di problemi che lo hanno visto protagonista di furti e rapine fino all’età di sedici anni quando conosce per la prima volta la privazione della libertà a causa dell’ingresso in riformatorio, all’interno di uno dei riformatori in cui era stato mandato si macchiò di un ulteriore crimine per cui perse l’opportunità della libertà condizionata per avere sodomizzato un giovane detenuto puntandogli una lama alla gola. Appena tornato in libertà, nel 1955, si sposa con l’infermiera Rosalie Jeans Willis che non aveva ancora compiuto 16 anni e dalla cui relazione nasce, nell’aprile del 1956 il loro primo ed unico figlio Charles Milles Manson, Jr. I due divorziano nel 1958, dopo meno di tre anni di matrimonio.

Nel corso della sua vita fuori dai vari penitenziari in cui “soggiornava” con frequenza, non smise mai di commettere crimini. Nel 1960 venne incriminato per “trasporto di donne da uno stato all’altro a scopo di prostituzione”. Condannato a dieci anni di prigione, è proprio durante la detenzione che si avvicina a negromanzia, magia nera, esoterismo, il cui studio lo porta, una volta fuori, a fondare la sua setta, denominata “Family”. Durante la detenzione impara anche a suonare con buoni risultati la chitarra, abilità questa che lo aiuta ad avvicinare diversi giovani con cui inizia una vita “on the road” in giro per gli Stati Uniti a bordo di un vecchio scuolabus ridipinto di nero. I ragazzi che si erano uniti alla famigerata “Family”, lo consideravano un leader religioso e Manson avvalorava questa tesi sostenendo di essere la reincarnazione di Gesù Cristo e di Satana allo stesso tempo. La “Family” era nota per la pratica di sesso di gruppo e viveva in una sorta di atipica cultura hippy che però invece di ispirarsi a principi di pace e di uguaglianza, era conosciuta per l’odio razziale e la predisposizione all’uso della violenza messa in atto in occasione dei numerosi furti e rapine con cui si sostentava soprattutto per l’acquisto di hashish e LSD di cui i membri della setta facevano un uso massiccio.

Proprio le droghe, unite a menti già molto disturbate, causò una escalation della violenza che ebbe il suo picco il 9 agosto 1969, quando Manson pianificò un assalto alla villa del regista Roman Polanski nel quartiere esclusivo Cielo Drive di Los Angeles. Charles Manson non partecipò attivamente alla strage all’interno della abitazione, ma di fatto ordinò ai suoi “seguaci” Charles «Tex» Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian di compiere il massacro in cui morirono, trucidate in una spietata mattanza, 7 persone tra cui la moglie del regista Sharon, all’ottavo mese di gravidanza. Roman Polansky si salvò perché al momento dell’irruzione si trovava a Londra dove aveva da poco terminato di girare il film “Rosemary’s Baby”. Alla fine della mattanza, i membri della setta lasciarono all’interno della casa delle scritte fatte con il sangue delle vittime. Tra queste resta celebre “Helter Skelter”, espressione a cui Manson attribuiva il significato “fine del mondo”, oltre che titolo di una canzone di “Beatles”.

Il giorno dopo di questo massacro i seguaci di Manson commisero altri due atroci delitti. Vennero uccisi infatti, con oltre quaranta colpi di forchetta alla testa ognuno, l’imprenditore Leno LaBianca e sua moglie Rosemary.

L’ultimo delitto attribuito a Manson e alla sua setta fu quello di un membro della stessa “Family” Donald Shea, colpevole di aver sposato una donna nera. Il suo cadavere fu fatto a pezzi, i resti impacchettati e gettati nel letto di un torrente.

Manson aveva 83 anni e stava scontando l’ergastolo per sette condanne per omicidio e una condanna per tentato omicidio. Secondo quanto riferito dalle autorità carcerarie della California, è morto per cause naturali.

Manson era in carcere dal 1971 e nel periodo tra il 1978 e il 2012 aveva presentato ben 12 richieste di scarcerazione, tutte rifiutate. Nel 2014 era stato vicino al matrimonio con la 26enne Afton Elaine Burton con cui intratteneva da nove anni una relazione epistolare. Il matrimonio saltò all’ultimo momento in quanto Manson, aiutato anche dai familiari, si era accorto in tempo che il vero obiettivo di Afton Elaine Burton era sposarsi con Charles Manson, aspettare la sua morte e creare un mausoleo in plexiglass in California, ovviamente a pagamento. Un business che avrebbe arricchito oltre a lei anche io suo vero compagno con cui aveva ideato il diabolico piano.

Charles Manson durante il processo in seguito al quale fu condannato, registrò diverse canzoni, ed un suo album venne pubblicato nel 1970, con il titolo “Lie”.

Molti brani presenti sul brano sono stati in seguito reinterpretatiti sotto forma di “cover” da diversi artisti. I Guns N’ Roses, nel 1994 hanno registrato una loro versione del pezzo Look at Your Game, Girl, mentre gli altri che si sono ispirati a Manson per la loro musica sono: GG Allin, Rob Zombie e chiaramente Marilyn Manson, che oltre alla sua musica a attinto anche al suo nome.

Infine, particolare poco conosciuto, nel 1994 Trent Reznor, membro e mente del gruppo Nine Inch Nails, ha registrato il famoso album The Downward Spiral proprio nella casa di Cielo Drive in cui sono stati compiuti i famosi omicidi.

L’improvvisato studio di registrazione venne chiamato Le Pig, come uno dei messaggi scritti con il sangue delle vittime sui muri, e vi fu registrato anche l’album di debutto dello stesso Marilyn Manson.

GB

foto: la stampa

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