(di Massimiliano D’Elia) Chi lo avrebbe mai detto, i vaccini utilizzati come arma strategica a livello globale. La Cina li distribuisce gratuitamente in Africa e nei Paesi dell’America Latina mentre gli Stati Uniti decidono come, in quali quantità produrli e a chi distribuirli. L’unica rimasta indietro senza una “vision” è l’Europa, incagliata all’interno delle proprie contraddizioni interne. Non è riuscita a stipulare contratti soddisfacenti con le multinazionali del Big Pharma, nonostante il lavoro effettuato da centinaia di burocrati super esperti comodamente seduti nelle sedi istituzionali di Bruxelles. Ieri il premier italiano Mario Draghi ha richiamato l’attenzione sulla questione dei vaccini direttamente con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, non abbiamo dosi a sufficienza in grado di soddisfare la pressante esigenza di una vaccinazione di massa, identificata come unica arma per sconfiggere la pandemia e riaccendere i motori dell’economia che sta registrando valori negativi intorno ai 10 punti percentuali in tutta l’eurozona. Non è un caso che l’unica economia in costante crescita, anche ai tempi del Covid, è quella cinese che segna da mesi un progressivo aumento attestandosi oggi ad un + 4,8%. Una situazione che sta preoccupando e non poco i nostri alleati oltreoceano, che vedono con il passare dei mesi il drago cinese sempre più intraprendente e bramoso di conquistare vaste porzioni di influenza diretta e indiretta nei vari continenti a livello planetario.

Gli Stati Uniti stanno cercando di correre ai ripari. Stanno lavorando quindi con Giappone, India e Australia per sviluppare un piano di distribuzione dei i vaccini anti Covid-19 nei paesi asiatici come parte di una strategia più ampia per contrastare l’influenza della Cina. La Casa Bianca ha approfondito il tema con i rappresentanti dei Paesi del cosiddetto Quad (Usa, Giappone, India e Australia). Il piano prevede di utilizzare la distribuzione del vaccino come arma per contrastare l’influenza cinese nell’area asiatica. Il presidente Joe Biden ha sottolineato che lavorerà a stretto contatto con gli alleati per via delle preoccupazioni degli stessi per l’aggressione militare ed economica della Cina.

L’amministrazione Biden sta facendo del Quad la dinamica centrale della sua politica asiatica”, ha detto al FT una persona che ha familiarità con il piano. Kurt Campbell, il coordinatore delle politiche indo-pacifiche della Casa Bianca che guida l’iniziativa americana, ha tenuto diversi incontri con gli ambasciatori del gruppo del Quad. Il Quad è nato nel 2004 in seguito all’emergenza dovuta allo tsunami che ha devastato l’Indonesia e parti del sud-est asiatico . Un funzionario che ha familiarità con le discussioni in corso ha affermato che la strategia, in fase di sviluppo, non si limita alla sola distribuzione dei vaccini ma si strutturerà in qualcosa di più duraturo: “Gli Stati Uniti sono nelle fasi finali della preparazione per quella che spera di essere una grande e audace iniziativa nell’Indo-Pacifico”.

Durante i colloqui è emersa la necessità di combattere la pandemia ma anche di rispondere al cambiamento climatico, così come alle questioni di sicurezza regionale.

Il Quad sta anche discutendo di come aumentare la cooperazione marittima e fare di più in settori come la sicurezza informatica. La Cina ha criticato il gruppo, descrivendolo come una “NATO” asiatica che aumenterebbe le tensioni nella regione. Le nazioni del Quad hanno detto pubblicamente che i loro piani si concentrano solo su iniziative positive per l’intera area asiatica, non sono solo iniziative tendenti a fare da contrappeso all’influenza cinese, anche se in privato i funzionari hanno affermato che l’impulso per ulteriori azioni è basato sull’escalation dell’aggressione cinese.

A riattivare la cooperazione strategica del Quad è stato Donald Trump, l’ex presidente degli Stati Uniti. Anche Biden vuole potenziare in modo significativo l’iniziativa, sfruttando la predisposizione odierna verso gli Stati Uniti da parte degli alleati. Tuttavia mentre Biden ha detto che la Cina è in cima alle preoccupazioni di politica estera degli Stati Uniti, gli altri paesi del Quad hanno tutti avuto contatti o relazioni con Pechino. Il Giappone sulle contese isole Senkaku / Diaoyu, l’India per uno scontro registrato al confine, l’Australia per via delle sanzioni economiche attivate in seguito alla richiesta di indagare sulle origini del coronavirus nel territorio di Wuhan.

Vaccino anti-Covid come arma strategica globale