Clausole di azione collettiva (Cac), il modo per ridenominare il debito di uno Stato in caso di “exit”

I titoli di Stato sono soggetti alle clausole di azione collettiva (Cac). Dal 2013 le emissioni di titoli di Stato italiani con scadenza superiore a un anno sono sottoposte a queste regole. Le regole, scrive Affari e Finanza, sono applicate in tutta l’Euroarea e discendono dal Trattato istitutivo del Fondo salvastati. Le Cac sono uno strumento giuridico per facilitare una ristrutturazione ordinata del debito consentendo agli investitori di modificare termini e condizioni di pagamento in maniera giuridicamente vincolante. Gli accordi disciplinano la possibilità di ridenominazione dei titoli nel caso di cambio della valuta- Euroexit. Le clausole Cac consentono di stimare separatamente il rischio di ridenominazione – uscita dall’euro –  e quello fiscale, il default. Il debito di un paese sovrano è in linea di principio regolato  dalla legge dello Stato le Cac lo regolamenta, invece, la legge internazionale. La  problematica è stata oggetto di discussione nel vertice tra Germania e Francia a Mesberg il 20 giugno scorso. La Merkel e Macron sono entrati nel dettaglio delle regole Cac proponendone il rafforzamento con clausole che semplifichino le trattative con i creditori. Le reazioni tecniche e politiche in Italia sono state flebili, eppure si tratta di questioni di grande rilevanza economica e politica. La problematica Cac è rilevante solo per i Paesi che hanno probabilità non trascurabile di ristrutturazione (non interessa Francia e Germania). L’Italia, invece, che potrebbe essere interessata è rimasta passiva alla discussione franco-tedesca sul Cac. È doveroso, scrive Affari e Finanza che i cittadini e i rappresentanti politici abbiano tutti gli elementi di informazione e valutazione di una situazione oggettivamente complessa. Per evitare il confronto spesso si argomenta che comunque la Bce potrà intervenire come dal 2012 per favorire il sostegno al debito pubblico e garantire la tenuta dell’Eurozona. Il Qe è destinato a un graduale rientro. Un prolungato periodo di tassi negativi è una medicina che determina assuefazione e ha forti controindicazioni: implica distorsioni e ha risvolti negativi. Se il Qe dovesse continuare, porterebbe l’Euroarea ad una sconfitta per non aver raggiunto gli obiettivi di crescita ma aver raggiunto l’inflazione. La Comunità europea comunque prevede forme di sostegno ai paesi che dovessero incontrare situazioni di stress del debito. Il paese in difficoltà si può rivolgere al Fondo salvastati (Esm). Nel caso di un grande paese con elevato debito, sarebbe necessario un idoneo scudo di liquidità dell’Eurosistema. La Bce interverrebbe a supporto dell’Esm con un diverso programma di acquisto dei titoli di Stato del paese in difficoltà, ovvero l’Omt -Outright Monetary Transaction. È un meccanismo approvato nell’agosto 2012 (non è mai stato approvato dalla Bundesbank) ma non è stato mai utilizzato. Fra le caratteristiche, l’Omt è vincolato alla stessa condizionalità definita dall’Esm e i titoli di Stato acquistati non godono di priorità in caso di ristrutturazione ma ricevono lo stesso trattamento dei creditori. Gli Omt sono una forma di assicurazione contro il rischio di ridenominazione del debito. Sembrerebbe un’ulteriore misura a “morsa” per l’Italia laddove si dovesse procedere all’acquisto massivo dell’alto debito pubblico.

 

Clausole di azione collettiva (Cac), il modo per ridenominare il debito di uno Stato in caso di “exit”

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