Algeria e  Stati Uniti discutono su come fronteggiare la minaccia dei terroristi che rientrano in Africa dopo la sconfitta di IS

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Gli Stati Uniti si sono confrontati l’Algeria per discutere su come fronteggiare la minaccia rappresentata dai combattenti terroristi che rientrano in Africa dopo la sconfitta dello Stato islamico (IS) in Iraq e in Siria.

Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato, il ministro degli Esteri algerino Abdelkader Messahel ha ricevuto il vice coordinatore per l’antiterrorismo presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti Alina Romanowski, durante il quale ha discusso della cooperazione bilaterale di sicurezza. I due funzionari hanno discusso essenzialmente del partenariato antiterrorismo USA-Algerino. Entrambi hanno espresso la preoccupazione per la minaccia rappresentata dal ritorno di combattenti stranieri in Africa dopo la sconfitta dell’IS in Iraq e in Siria.

L’Unione africana, in cui l’Algeria è il coordinatore della strategia antiterrorismo, teme che il ritorno dei combattenti africani possa minare la pace e la sicurezza nel continente, poiché potrebbero formarsi nuove cellule terroristiche pronte a lanciare attacchi terroristici non solo nelle regioni più vulnerabili come la regione del Sahel e il Corno d’Africa, ma anche in nuove aree che non sono mai state colpite da minacce terroristiche.

I rapporti delle Nazioni Unite hanno stimato che circa 6.000 combattenti africani, che hanno aderito all’IS in Iraq e in Siria, sono tornati a casa dopo la sconfitta del gruppo terroristico.

Algeria e Stati Uniti discutono su come fronteggiare la minaccia dei terroristi che rientrano in Africa dopo la sconfitta di IS

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