Archiviata querela per diffamazione di Forza Nuova vs giornalista del Quotidiano del Lazio: “Prevale il diritto di cronaca giornalistica”

E’ stata archiviata la querela di Forza Nuova per diffamazione, così il Tribunale di Velletri ha espresso il suo giudizio: “prevale il diritto di cronaca giornalistica”.  L’ordinanza di archiviazione del gip è stata pubblicata il 27 maggio scorso a favore di una redattrice del Quotidiano del Lazio che aveva riportato la notizia della scorta alla senatrice Liliana Segre, in seguito ad alcuni striscioni di Forza Nuova. La giornalista è stata difesa dagli avvocati Carlo Affinito e Francesca Olivieri.

La fase oggetto della querela è riportata nel suo articolo del 7 novembre scorso sulla testata giornalistica online “Il Quotidiano del Lazio”, dal titolo “Liliana Segre, assegnata la scorta alla Senatrice sopravvissuta ad Auschwitz”in cui aveva affermato che “La decisione è stata presa durante il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza che si è tenuto” a Milano e che “Le cause scatenanti sono stati gli insulti e le minacce ricevuti via web, oltre allo striscione di Forza Nuova esposto durante un appuntamento pubblico”. Il Prefetto presente all’incontro a Milano, aveva quindi deciso di assegnare una scorta alla Senatrice.

La frase, secondo gli avvocati Carlo Affinito e Francesca Olivieri non offende Forza Nuova e il suo leader, tesi questa confermata, peraltro, anche dal pubblico ministero che ne ha richiesto l’archiviazione.

La giornalista, riportano gli atti, non avrebbe fatto espresso riferimento allo striscione di protesta del 4 novembre 2019, esposto a Milano, davanti alla sede del Municipio VI, alle ore 23.30 circa, da alcuni attivisti dell’associazione politica Forza Nuova, rivolto, secondo Forza Nuova, non alla Senatrice, ma al sindaco di Milano, Beppe Sala, e il testo dello striscione era «SALA ORDINA, L ‘ANTIFA’ AGISCE, IL POPOLO SUBISCE».

In un comunicato stampa del 5 novembre 2019, Forza Nuova chiariva di non aver rivolto minacce alla Senatrice e che Forza Nuova aveva affisso lo striscione presso il municipio 6 di Milano per contestare non la Senatrice, Liliana Segre, ma per denunciare pubblicamente l’occupazione illegittima di case popolari in favore di immigrati, di cui sarebbero in qualche modo responsabili politicamente il Sindaco di Milano, Beppe Sala e alcuni centri sociali. Dal punto di vista dell’elemento soggettivo del reato di diffamazione, ad avviso dei difensori Affinito – Olivieri, sussisterebbe comunque la scriminante, anche putativa, dell’esercizio del diritto di critica o di cronaca.

Un diritto che è configurabile quando, come nel caso di specie, in relazione al fatto riferito, il giornalista abbia assolto all’onere di esaminare, controllare e verificare l’oggetto della sua narrativa, al fine di vincere ogni dubbio, essendo trascurabili inesattezze marginali (Cass.Pen. Sez. 5 – , Sentenza n. 50189 del 04/11/2019 Ud.).

Inoltre, in tema di critica politica, il rispetto della verità del fatto assume un rilievo più limitato e necessariamente affievolito rispetto al diritto di cronaca, in quanto la critica, e ancor più quella politica, quale espressione di opinione meramente soggettiva, ha per sua natura carattere congetturale, che non può, per definizione, pretendersi rigorosamente obiettiva e asettica (Cass. Pen. Sez. 5, Sentenza n. 25518 del 26/09/2016 Ud.).

Inoltre, il giornalista può beneficiare dell’esimente del diritto di cronaca e non risponde di diffamazione, se la notizia sia data, come avvenuto nel caso di specie, secondo i parametri della veridicità, della continenza espositiva e dell’interesse pubblico (Cass. Sez. 5 – , Sentenza n. 51235 del 09/10/2019 Ud.).

La posizione del leader di Forza Nuova

Contro la richiesta di archiviazione Forza Nuova lamentava che la notizia dell’assegnazione della scorta alla Senatrice, messa in relazione allo striscione di Forza Nuova contro il sindaco Beppe Sala, lederebbe la reputazione dell’associazione politica di destra.

Il giudice per le indagini preliminari fissava quindi l’udienza in camera di consiglio, per il giorno 4 maggio scorso, per ascoltare le parti e decidere nel contraddittorio e si riservava di decidere all’esito dell’udienza.

La giornalista indagata per diffamazione, secondo l’avvocato Carlo Affinito e l’avvocato Francesca Olivieri, sarebbe esente da ogni responsabilità, in quanto non avrebbe fatto espresso riferimento a quello striscione di Forza Nuova, ma all’ostensione di uno striscione, senza altre specificazioni relative al contenuto e senza allegazione di fotografie, sicché non era certo che avesse voluto riferirsi al manifesto contro il sindaco Sala, ben potendo l’articolo avere a oggetto altri striscioni del medesimo gruppo politico.

A ogni modo, anche a voler ritenere che lo striscione cui faceva riferimento la giornalista, indagata per diffamazione, fosse proprio quello descritto dalla persona offesa, onorevole Roberto Fiore per Forza Nuova, non potrebbero ritenersi comunque integrati gli estremi della diffamazione.

Lo striscione

Infatti, la giornalista non aveva affermato che Forza Nuova aveva esposto uno striscione diretto contro la persona della Senatrice Liliana Segrema si era limitata a riportare un fatto oggettivo, ossia che “anche” a causa di quello striscione (oltre alle minacce via web) era stata presa la decisione di assegnare la scorta alla senatrice Segre.

Il G.i.p. dott.ssa Ilaria Tarantino ha quindi accolto le tesi della Procura della Repubblica e della difesa dell’indagata e ha disposto con ordinanza l’archiviazione del caso, ritenendo che la circostanza dell’assegnazione della scorta in ragione dell’esposizione di quello striscione sarebbe tutt’altro che implausibile, trattandosi comunque di striscione che “esprime dissenso nei confronti dell’antifascismo (o potendo essere interpretato come tale dalla generalità dei consociati), esposto la notte prima dell’incontro pubblico al quale avrebbe partecipato la Senatrice Segre, nella medesima città (Milano), e comunque in luogo non distante da quell’evento”, ossia a circa 20 minuti a piedi dal luogo dell’esposizione.

Archiviata querela per diffamazione di Forza Nuova vs giornalista del Quotidiano del Lazio: “Prevale il diritto di cronaca giornalistica”

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