Azione comune per le filiere agroalimentari e il dissesto idrologico

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MIPAAF, Bellanova scrive a Provenzano: “azione di sistema comune per le filiere agroalimentari e il piano acqua contro il dissesto idrogeologico”

Agire con Piani di sistema interministeriali per rafforzare gli investimenti sulle filiere agroalimentari italiane e quelli di tutela e salvaguardia del territorio con il Piano Acqua per l’agricoltura e contro il dissesto.

È la sollecitazione rivolta dalla Ministra Teresa Bellanova nella lettera già sul tavolo del Ministro Provenzano, per indirizzare e mettere a valore risorse del fondo FSC non ancora allocate o non utilizzate da altri dicasteri, stabilendo un cronoprogramma per le azioni comuni, Ministero delle Politiche Agricole e Ministero Sud e Coesione territoriale, previste dal Masterplan “Progettiamo il rilancio” e dal “Piano per il Sud”.

Una lettera dove Bellanova esplicita progettualità e investimenti: 350milioni di euro per il rafforzamento degli investimenti sulle filiere agroalimentari “utili a finanziare tutti i progetti già presentati e cantierabili, oltre a offrire nuove possibilità a imprese che chiedono di investire, rilanciare, progettare il futuro del nostro Paese”; circa 8miliardi 500milioni di euro per il “Piano Acqua per l’agricoltura” per realizzare, a tutela del territorio agricolo e non solo, l’importante “mole di progetti cantierabili esecutivi e definitivi” già disponibile da parte dei Consorzi di Bonifica ed Enti irrigui con un fabbisogno finanziario, in prima applicazione, di “almeno 1miliardo 600milioni”.

Bellanova muove dal Bando Mipaaf del gennaio 2018 per contratti di filiera e di distretti, finanziato in quota parte dal Fondo Sviluppo e Coesione per 210 milioni di euro a fondo perduto oltre ai 292 milioni di Fondi Fri di CDP: 52 proposte di progetto ricevute per oltre 1,3 miliardi di euro di investimenti complessivi e disponibilità economica solo per i primi 35 progetti arrivati. “Nonostante la complessità del momento e la richiesta di proroga da parte di alcune imprese”, sottolinea la Ministra, “l’attività amministrativa è pienamente in corso. Sono stati già sottoscritti 18 contratti di filiera, 14 sono nella fase finale per la sottoscrizione, i rimanenti sono in valutazione. Un’operazione che complessivamente sviluppa oltre 870 milioni di euro di investimenti privati, di cui l’80% concentrati nelle Regioni del Mezzogiorno. Un’azione di politica agroindustriale che rafforza i legami tra produttori agricoli, allevatori e soggetti della trasformazione e commercializzazione e che sarebbe davvero importante per noi poter incrementare di almeno ulteriori 350 milioni di euro, da individuare tra le risorse del fondo FSC non ancora allocate o non utilizzate da altri dicasteri, con cui finanziare tutti i progetti già presentati e cantierabili, oltre a offrire nuove possibilità”.

Analogo metodo per gli investimenti del Piano acqua per l’agricoltura, parole d’ordine: “affrontare la crisi climatica, i cui effetti sul medio periodo potrebbero essere peggiori della crisi attuale, e un ritardo ereditato dal passato. È tempo di intervenire, con tempi e risorse certe”.

“Con le politiche incentivanti attuate dal Mipaaf negli ultimi anni”, ricorda la Ministra Bellanova, “i Consorzi di Bonifica e gli Enti irrigui hanno finalizzato una importante mole di progetti cantierabili esecutivi e definitivi in grado di assicurare una corretta regolazione idraulica sui rispettivi territori, contribuendo a contrastare il rischio idrogeologico, i cambiamenti climatici, l’eccessivo consumo di suolo ormai elevatissimo nel nostro Paese.

I progetti esecutivi e definitivi sono oltre 3mila 600 per un importo di circa 8miliardi 500milioni. Cui si aggiungono interventi straordinari di completamento e manutenzione dei bacini di raccolta acque ad uso prevalentemente agricolo, per una complessiva capacità di circa 1.950 milioni di metri cubi”.

Una vera e propria strategia contro il dissesto idrogeologico: “per quanto riguarda il fabbisogno finanziario”, conclude la Ministra, “in prima applicazione occorrerebbe assicurare almeno 1miliardo 600mila euro”.

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