Bergamo: operazione Yuan

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La Polizia di Stato di Bergamo ha dato esecuzione ad un´ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 persone.

I soggetti sono risultati responsabili, a vario titolo, di favoreggiamento aggravato dell´immigrazione clandestina, falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale, alterazione di documenti al fine di determinare il rilascio di un titolo di soggiorno e plurimi episodi di corruzione.

La presente indagine è scaturita da una segnalazione del locale Ufficio Immigrazione alla Squadra Mobile in quanto un dipendente, coadiutore amministrativo contabile, dipendente del Ministero dell´Interno, in servizio presso l´Archivio dell´Ufficio Immigrazione della Questura di Bergamo, aveva richiesto la validazione di alcune pratiche di rinnovo di permessi di soggiorno, tutte di cittadini cinesi, consegnando certificati di residenza risultati contraffatti.

E´ stata quindi avviata una delicata indagine da parte della locale Squadra Mobile per individuare la provenienza dei suddetti documenti, sia mediante attività tradizionale di osservazione, controllo e pedinamento, sia mediante attività tecnica di intercettazione telefonica ed ambientale, che ha consentito di individuare i responsabili delle falsificazioni nei  titolari e collaboratori di due agenzie entrambe site in Bergamo.

L´attività di indagine ha consentito di delineare il modus operandi dei titolari delle agenzie, i quali, con il concorso di volta in volta di loro collaboratori e dipendenti, nonché con la fattiva partecipazione di appartenenti alla pubblica amministrazione,  hanno creato le condizioni per ottenere il nulla osta al ricongiungimento familiare ed il conseguente ingresso nel territorio dello Stato di numerosi cittadini cinesi privi di requisiti, sia mediante creazioni di certificazione anagrafica contraffatta, sia mediante creazione di   residenze e attività lavorative fittizie.

Oltre ad individuare numerosi documenti contraffatti presentati presso il locale Ufficio Immigrazione dai collaboratori dell´agenzia, per conto di altrettanti clienti cinesi, è stato appurato che tali collaboratori, su precise indicazioni dei titolari, erano soliti accompagnare i clienti  dalla stazione ferroviaria, ove erano giunti, presso gli appartamenti di volta in volta appositamente reperiti ed all´interno dei quali rimanevano giusto il tempo di far sì che il controllo di residenza del personale della Polizia Locale avesse esito positivo, per poi essere riaccompagnati nuovamente alla stazione di Bergamo. Tutto ciò consentiva poi l´ottenimento di certificazione amministrativa, quali certificati di residenza e di idoneità alloggiativa, utili a richiedere il nulla osta al ricongiungimento familiare di un parente.

L´attività posta in essere dagli appartenenti alla Pubblica Amministrazione ha consentito sia di accelerare quelle pratiche bloccate per mancanza di documentazione idonea, sia di ottenere un accertamento positivo circa l´abituale dimora dei cittadini cinesi, clienti dell´agenzia.

Dalle operazioni di intercettazione telefonica è emerso che il costo pro capite di una pratica di ricongiungimento familiare si aggirava intorno ai 9.000, 00 euro mentre il rinnovo del permesso di soggiorno intorno ai 3.000, 00 euro, denaro che veniva generalmente incassato e poi spartito tra i vari collaboratori, interni ed esterni all´agenzia.

Bergamo: operazione Yuan

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