Covid-19: “Due pesi e due misure”, negli ospedali solo i VIP?

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(di Francesco Matera) Sono recenti le notizie provenienti dal mondo dell’informazione nazionale secondo le quali sarebbe stato approntato un protocollo sanitario da seguire per la cura delle persone contagiate da Covid-19, presso il proprio domicilio. Qualche perplessità sorge spontanea se si pensa a tanta gente comune che ha difficoltà ad interpretare le disposizioni di un protocollo sanitario o se si pensa a gente che comunque vive da sola e potrebbe non essere in grado nemmeno di reperire il paracetamolo.
Tuttavia, la notizia è alquanto confortante perché gli Organi della Sanità nazionale danno indicazioni sulle procedure medico sanitarie da seguire presso il proprio domicilio per curarsi dalla malattia. E questo è segno che sanno quello che c’è da fare, almeno si spera.
Tale esigenza, cioè quella di stabilire un protocollo unico e, auspichiamo, efficace, per curare la gente nelle proprie case è sicuramente stata motivata dall’enorme flusso di pazienti che si sono presentati presso i nosocomi nazionali che nelle ultime settimane hanno finito per intasare il sistema sanitario stesso.
La colpa però non è da attribuire alla povera gente che in presenza di febbre o di tosse si è presenta al pronto soccorso o presso i punti di prima accoglienza Covid. La colpa è forse da attribuire alla maggior parte dei mezzi d’informazione che stanno letteralmente terrorizzando tutti gli italiani.
Il terrore non è mai giustificato o giustificabile e se da un lato la ragione di tale insana campagna mediatica ha avuto forse lo scopo di arginare il contagio tenendo in casa tutta la popolazione, da un altro lato ha creato un effetto indesiderato e probabilmente imprevedibile, in relazione al quale milioni di persone impaurite si sono precipitate in Ospedale in presenza di sintomi che negli anni precedenti avremmo curato con un’aspirina.
Certo, un noto personaggio politico del passato avrebbe detto: “A malignare si fa peccato ma spesso ci si indovina” e così viene da malignare, pensando che il sistema d’informazione mediatica globale vuole forse tenere in tensione la popolazione planetaria di modo che ci sia la corsa al vaccino una volta che le grandi case farmaceutiche lo avranno approntato? Speriamo che dietro tutto questo terrore mediatico non ci siano scopi secondari come questo. Ma le cose non quadrano. Da una parte assistiamo ad una costante inoculazione di dosi di terrore su tutti i canali TV ma dall’altra si apprende che la terapia intensiva nazionale pare sia sollecitata fino ad un 40% della propria capacità. Quindi, siamo in allarme o non siamo in allarme?
Ad ogni modo e sfortunatamente, dando per buoni i dati che ci vengono forniti, dobbiamo fare i conti con numerose centinaia di morti per covid e questo, nostro malgrado, e tenuto conto dei dati che giungono da altri Paesi europei, dovrebbe essere imputato al basso livello della qualità della sanità nazionale visto che in Italia si conta il terzo numero più alto di decessi al mondo. Quindi non siamo capaci di curare come fanno negli altri Stati? Questo dicono i dati.
Ma fatta questa rapida disamina sui movimenti dell’informazione in Italia e sui suoi catastrofici effetti tutti gli italiani che si sentono dire giorno dopo giorno di non recarsi in ospedale per farsi curare ma di restare a casa e rispettare un certo protocollo sanitario, cominciano ad avere non pochi dubbi.
Infatti, i programmi di intrattenimento TV, i telegiornali e i social, altro non fanno che parlare delle miracolose guarigioni da covid di personaggi pubblici appartenenti alla sfera del cinema, della politica, della televisione, dello spettacolo e dello sport che tornano a casa felici e guariti ringraziando medici ed infermieri degli ospedali dove sono stati calorosamente curati.
Non stiamo scoprendo l’acqua calda visto che per la conferma di queste notizie, basta scorrere le pagine di cronaca di ogni giornale per capire di quali presentatori stiamo parlando, di quali attori e così via.
Allora ci si chiede: da un lato si invitano milioni di italiani a curarsi da soli a casa (senza avere certezza della guarigione). Dall’altro vediamo decine e decine di Vip che fanno rientro a casa dopo essere stati curati in Ospedale.
Ma allora: in ospedale ci si deve andare o non ci si deve andare? O ci possono andare solo i Vip?
Siamo sempre alle solite? Due pesi e due misure?

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