Del senno di poi …ne sono piene le fosse

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Del senno di poi …ne sono piene le fosse

(di Marco Zacchera) Trovo surreale che i PM di Bergamo vadano alla ricerca di un capro espiatorio per scoprire chi dovesse o meno firmare per la “zona rossa” in Val Seriana ai primi di marzo, non attuata subito e poi inclusa nel blocco di tutta la Lombardia. Trovo ingiusto prendersela su questo aspetto con Conte o il governatore Fontana: nessuno in quei giorni aveva un’idea di che cosa fosse o poteva diventare il contagio e credo nessuno abbia volutamente minimizzare il rischio.

Ovviamente aziende, industrie ed operatori economici avranno fatto pressioni per aspettare a chiudere tutto, ma anche loro in buona fede ben sapendo i disastri che sarebbero arrivati (come infatti è stato) con una chiusura generalizzata. Oggi la scelta di tenere aperte quelle zone, così come quella di costruire in pochi giorni un ospedale in Fiera Milano, sembrano sbagliate ma vanno contestualizzate alla allora situazione.

In passato abbiamo visto annunciare tante epidemie poi mai viste (dalla mucca pazza ai polli) e tra l’altro proprio l’OMS – su input cinese – ancora a marzo minimizzava il contagio. Piuttosto i PM insistano allora per un’indagine proprio sulle responsabilità dell’OMS visto quante decine di milioni paga ogni anno l’Italia a questa Organizzazione e sulle responsabilità dei politici (e non solo) per i disservizi che si sono registrati quasi ovunque nella gestione del Coronavirus.

MA UN PUNTO FONDAMENTALE RESTA L’ INDAGARE SUI FONDI RACCOLTI DALLA PROTEZIONE CIVILE. E’ troppo chiedere un rendiconto accurato di quanto si sia raccolto e come lo si sia speso? E’ troppo sapere dove siano finiti i milioni di euro spontaneamente offerti dagli italiani in aggiunta ai fondi disponibili già largamente concessi alle “tutine nere”? Perchè i soldi pubblici vanno sempre spesi bene anche nell’emergenza e l’impressione è che alla Protezione Civile – soprattutto da quando è diventata il baraccone che è – ci sia sempre stata opacità sulle spese e sui canali di comando, ma soprattutto sui successivi controlli.

Questa necessità di chiarezza sarà utile anche in futuro visto che tutte le nomine di questa struttura sono state politiche (e senza concorsi!) e “interne” al potere politico con legittimi dubbi sulle effettive capacità dei singoli. Appalti, gare, prezzi, acquisti: ecco un bel tema per solleciti Giudici alla ricerca della verità, magari anche chiedendosi perché nei loro uffici giudiziari – come in tanti altri uffici pubblici – si è chiuso tutto rinviando cause ed atti sine-die, salvo il pagamento degli stipendi anche a chi non aveva lavorato per nulla: “Nessuno è stato lasciato indietro”, ma soprattutto se lavorava (?) nel Palazzo…

Del senno di poi …ne sono piene le fosse

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