Elezioni: Berlusconi, se vinco aggiusto tutto, anche unioni civili e fine vita

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In una intervista rilasciata al quotidiano ‘Libero’ Silvio Berlusconi torna a parlare del programma di governo del centrodestra e lo fa toccando una serie di punti delicati quali la Flat tax ma anche alleggerimento dell’Iva, la legge Fornero e riscrittura delle leggi sulle unioni civili e il biotestamento.
Il Cavaliere indica anche alcuni possibili elementi della squadra di governo in caso di vittoria del centrodestra. Vedrebbe molto bene Salvini agli interni e Meloni alla difesa.
Berlusconi inizia parlando delle liste: “proponiamo agli italiani una squadra di buon livello, per gran parte rinnovata. Su 436 candidati, gli uscenti sono solo 68, vale a dire meno del 16%”. Quindi il programma sul fisco: “nessuna tassazione di tipo patrimoniale, si tassano soli i redditi e “in prospettiva la Flat tax assorbirà l’intera tassazione diretta”. Per quanto riguarda la casa “il nostro obiettivo è certamente la progressiva scomparsa di ogni tassazione. Ci arriveremo nel corso della legislatura”. La ‘Fornero’ “è una legge che nasce come risposta sbagliata, frettolosa, rozza a un problema reale”, “quindi molti aspetti vanno cambiati, tenendo conto delle compatibilità complessive del sistema: se questo avverrà abrogando l’intera legge e riscrivendone un’altra, o modificando le parti sbagliate della legge esistente, è solo un problema di tecnica legislativa che risolveremo nel modo più pratico ed efficiente”. Modifiche saranno previste anche alle leggi sul biotestamento e le unioni civili. “Questo non significa necessariamente tornare alla situazione di prima; significa, per quanto riguarda le unioni civili, definire chiaramente la funzione sociale del matrimonio tra uomo e donna, orientato alla procreazione e all’educazione della prole. Sul tema del testamento biologico, credo si dovrà riportare al centro il rapporto fiduciario medico-paziente o medico-familiari del paziente, se questo non è in grado di prendere decisioni”. Berlusconi esclude poi confronti televisivi con Di Maio “non avremmo proprio nulla da dirci” e accordi dopo il voto col Pd e per quanto riguarda il possibile governo: per il presidente del consiglio “ho molti nomi coperti. Ma il mio non è affatto coperto”, con Giorgia Meloni si potrebbe pensare alla difesa “ma questo è ovviamente un gioco. I nomi veri li vedremo con gli alleati. Giorgia, come Matteo è talmente brava che farebbero bene in qualsiasi ministero”. Il leader di Fi torna infine sull’ipotesi Draghi come premier ‘super partes’ nel caso in cui non fosse possibile formare un governo. “Mario Draghi sarebbe la persone giusta per qualsiasi incarico. ma non ci sarà nessuno stallo e quindi il presidente della Repubblica non avrà questo imbarazzo. Ascolterà le indicazioni dello schieramento che avrà vinto le elezioni, cioè le nostre, e, se le avrà condivise, incaricherà di fare il governo la persona da noi indicata”.
Foto: corriere della sera

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