Ferrari e Pirelli grandi protagoniste del Gran Premio d’Ungheria

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Un weekend da incorniciare per le rosse che ha rischiato di trasformarsi in un’altro incubo per il problema allo sterzo accusato da Sebastian Vettel dopo pochi giri. Un inconveniente che ha reso interessante una gara che, altrimenti, sarebbe stata una cavalcata solitaria per il tedesco e Kimi Raikkonen fino al traguardo. Invece, il dover guidare sempre senza salire sui cordoli, senza sbavature, ha costretto Seb ad alzare il ritmo e il compagno di squadra a fargli da scudiero, proteggendogli le spalle dal tentativo di attacco di Lewis Hamilton. Al pilota britannico in lizza per il titolo, la Mercedes ha concesso di passare Bottas che occupava la terza posizione, per provare a superare Raikkonen, concedendogli dieci giri (5+5, ndr) per mettere in atto il sorpasso, prima di ridare la posizione al compagno di squadra. Hamilton, non essendoci riuscito all’ultimo giro ha atteso sul rettilineo d’arrivo che giungesse il finlandese per riconsegnarli il terzo gradino del podio. Una manovra che a parole il team principal Toto Wolff ha difeso argomentando “noi non diciamo bugie!”, ma che le immagini smentiscono, con tanto di pugno sbattuto sul tavolo davanti agli occhi di Niky Lauda. Il fair-play tra compagni di team, infatti, ha permesso a Vettel di andare in vacanza con 14 punti in piu’ contro gli undici che avrebbe avuto con il suo diretto avversario terzo al traguardo. Tre punti che, lo stesso Hamilton, ha detto “spero alla fine non mi facciano perdere il titolo”. Giochi di squadra, dunque, che questa volta hanno favorito la Scuderia del Cavallino, con Raikkonen più veloce di Vettel che si è accontentato del secondo posto, della 86a doppietta nella propria storia. Un risultato che consente agli uomini in rosso, dopo i test dei prossimi giorni sulla stessa pista magiara, di godersi qualche settimana di ferie, prima di tornare in pista il 27 luglio con il GP del Belgio, sulla velocissima pista di Spa-Francorchamps, sulla carta favorevole al passo lungo della Mercedes. Vettel guida la graduatoria con 202 punti, contro i 188 di Hamilton e 169 di Bottas. Raikkonen è quinto con 116 ad una lunghezza da Daniel Ricciardo, nuovo sfortunato protagonista dell’arrogante guida fuori dalle regole del compagno di squadra Max Verstappen che, alla prima curva non solo l’ha preso ha ruotate ma gli ha anche rotto il radiatore sulla destra della sua Red Bull, costringendolo al ritiro e all’ingresso della safety car per ripulire il tracciato dai liquidi versati dalla sua monoposto. Per l’olandese 10 secondi di penalità da scontare al momento del pit stop. Una inezia che ha consentito a Verstappen di chiudere quindi a meno di un secondo da Hamilton. Fernando Alonso, all’indomani del suo 36° compleanno si e’ regalato un bel sesto posto anche se a 1’11” da Vettel. La McLaren-Honda porta nei punti anche l’altra vettura, con Stoffel Vandoorne, decimo. Tra i due compagni di team, la Toro Rosso di Carlos Sainz e le due Force India di Sergio Perez ed esteban Ocon. Nel mondiale costruttori, la Mercedes resta sempre al comando con 357 punti, ma la Ferrari è lì con 318 punti e con tanta voglia di rimontare.

Le vere protagoniste sono state anche le gomme, in un caldo torrido estremo, dovePirelli e’ title sponsor. Sebastian Vettel conquista la vittoria in una gara dove quasi tutti i piloti hanno adottato una strategia a una sosta da supersoft a soft.”Una grande prestazione e per la Ferrari e per tutti i piloti di testa che hanno saputo gestire perfettamente i pneumatici con questo caldo estremo – afferma Mario Isola, responsabile Car Racing Pirelli. La safety car a inizio gara e le difficoltà da superare tipiche di questo circuito hanno spinto quasi tutti ad optare per un solo pit – stop. Prima della pausa estiva ci sarà questa settimana il secondo test in – season del 2017: martedì Mercedes sarà impegnata con i test di sviluppo dei pneumautici 2018″. La temperatura asfalto era sopra i 50°, ma nonostante ciò usura e degrado sono stati contenuti e si sono ridotti grazie anche all’ingresso della safety car nei primi quattro giri, che ha aiutato i piloti ad andare verso un solo pit – stop. Quasi tutti i piloti sono partiti con pneumatici Red supersoft, quasi un secondo più veloci rispetto ai Yellow soft scelti al via da Daniil Kvyat su Toro Rosso e del terzo pilota Williams Paul Di Resta. Fernando Alonso (McLaren) ha firmato il giro più veloce in gara in 1m20.182s , inferiore quasi tre secondi rispetto al 2016.

Foto Gazzetta dello Sport

Ferrari e Pirelli grandi protagoniste del Gran Premio d’Ungheria

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