Follia Coronavirus Italia: “Era uno scherzo, ritornate alla vita di tutti i giorni”

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(di John Blackeye) Se in Cina i casi di morti da coronavirus registrano una riduzione dall’inizio dell’epidemia, sempre che le informazioni che giungono da un paese dittatoriale corrispondano a verità, è dovuto sicuramente alla drastica applicazione delle “uniche” misure che si applicano in casi come questi.  Circoscrivere i focolai, evitare alla gente di entrare ed uscire dai paesi origine dei focolai ed attendere che chi ha contratto il virus possa guarire all’interno di quel perimetro “militarmente” circoscritto, evitando di passare la malattia ad altri. Questo sta accadendo in Cina e questo sta portando risultati. D’altronde è una pratica provata con successo utilizzata già nel 1300 per contenere la peste. 

In Italia cambia tutto. Grazie ai cinesi, non dimentichiamo infatti che il virus viene da li e in qualche modo lo abbiamo importato da loro, sono scoppiati almeno due focolai nel Nord Italia.

Il Governo si è affrettato a mettere in moto un sistema di monitoraggio sanitario che è servito ad individuare i portatori del virus ma non ha fatto e non sta facendo l’unica cosa che viene richiesta in casi di epidemia. Cioè non ha drasticamente e militarmente circoscritto le aree a rischio evitando spostamenti di persone ammalate, o se lo ha fatto, lo sta facendo in maniera probabilmente inefficace.

Il primo caso in Puglia, ad esempio, riguarda un ragazzo che ad un certo punto ed in piena epidemia, pare sia riuscito a lasciare tranquillamente Codogno per recarsi a Malpensa, prendere un aereo, atterrare in Puglia e rientrare a casa.

Ci si chiede, perché la folle gestione del Governo, fatta di tanta informazione e di un adeguato coordinamento sanitario non si sta concretizzando con l’unica soluzione necessaria per il caso? Cioè, perché non vengono chiuse le città origini dei focolai? Perché l’economia deve andare avanti? E a che costo dobbiamo mandare avanti l’economia, anche a costo di migliaia di morti?

In questi ultimi giorni, come se nulla fosse, stanchi di dover soggiacere ad un flagello di cui non abbiamo assolutamente il controllo, inneggiando all’ottimismo, i grandi della Finanza nazionale accompagnati da tutti i Telegiornali che fanno da cassa di risonanza, stanno invitando a riprendere le attività economiche e di produzione come se nulla fosse accaduto. Invitano a riaprire tutte le scuole. Dobbiamo quasi far finta che il virus non ci sia.
Qualcuno si sforza di paragonarlo ad una influenza, altri ad un raffreddore.

Ci si chiede ancora, ma questa è follia o è un subliminale invito al suicidio nazionale? 

Siamo in piena epidemia e l’unica soluzione è quella di chiudersi dentro le proprie case per far si che il virus muoia e si estingua da solo senza ulteriori contagi.

Invece i Tribunali Amministrativi regionali impongono la riapertura delle scuole, i ministri cercano di addomesticare positivamente l’informazione per evitare danni economici. Uno spot pubblicitario, che pare fosse pronto nel cassetto, viene mandato in onda da tutte le TV Nazionali nel quale si invitano tutti a far ripartire Milano. Vengono intervistate persone intente a prendere l’irrinunciabile aperitivo seduti ad un bar.

Credo che le condizioni per definire tutto questo una grande follia ci siano. Anziché chiudere e circoscrivere i focolai anche con l’uso della forza, visto che è in gioco il bene della collettività nazionale, il Governo spinge verso l’apertura di tutto e di tutti.

Passerà poco tempo e speriamo che il buon Dio ci metta le mani sull’Italia ma la storia attribuirà a questo Esecutivo delle grandi responsabilità e non sappiamo ancora a che prezzo.

Un’ultima domanda sorge spontanea, chi può volere una falla così grande in un contesto in cui i responsabili politici si agitano, si presentano in TV, lanciano messaggi tranquillizzanti senza poi frenare il virus come stanno facendo in Cina?

Follia Coronavirus Italia: “Era uno scherzo, ritornate alla vita di tutti i giorni”

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