Henry, finalmente è morto, per malattia. L’uomo che rischiò la pena di morte in Francia, poi abolita grazie al suo caso

Views
   

Patrick Henry è morto oggi a Lille.  Henry è famoso in Francia perchè nel 1977 venne condannato alla pena di morte  per aver rapito e ucciso un bimbo di 7 anni. I tempi, tuttavia in Francia erano maturi nel lontano 1977, per togliere la pena di morte nella legislazione transalpina. Con lui, la Francia, infatti, decise di dire basta alla pena capitale e dopo 4 anni la abolì per legge.

A dare la svolta fu l’uomo che legò il suo nome alla fine della condanna estrema, Robert Badinter, che diventò ministro della Giustizia quando Francois Mitterrand diventò il primo presidente socialista, nel 1981. Come da promessa, Badinter fece abolire la pena di morte che 4 anni prima aveva evitato di un soffio al suo cliente Patrick Henry. Da un mese Henry, 64 anni, era libero per motivi di salute. Da un anno aveva un cancro al polmone. Ha trascorso 40 anni in cella per aver ucciso il piccolo Philippe Bertrand. A causa del carattere ripugnante del suo crimine e di un atteggiamento provocatorio, aveva l’opinione pubblica contro di lui. Volevano la sua morte, cosi’ come in quello stesso 1977, nel mese di giugno, era toccato a Christian Ranucci, giustiziato per lo stesso crimine. Due ministri dell’epoca di Valery Giscard d’Estaing – quello dell’Interno, Michel Poniatowski, e quello della Giustizia, Jean Lecanuet – erano in prima fila a chiedere la testa del colpevole. Sul versante opposto, c’era una schiera di intellettuali, giornalisti, politici e religiosi che trasformarono il processo di Henry nel processo alla pena di morte. Contro la barbarie della pena capitale si concentrarono le arringhe della difesa, mentre una parte non indifferente nel clamoroso esito la ebbe l’atteggiamento di grande dignità e discrezione dei genitori del piccolo ucciso, il cui avvocato era anche lui abolizionista. Memorabile rimase l’arringa finale di Badinter, quando si rivolse ai giurati uno ad uno, guardandoli negli occhi e chiedendo loro di “non tagliare in due un uomo vivo”. Li convinse a non rigettare su un’eventuale, ma improbabile, grazia presidenziale la responsabilità di una morte. Quando, 4 anni dopo, Mitterrand vinse le elezioni, uno dei primi testi di legge che la gauche varò fu quello dell’abolizione della pena capitale, nonostante il 62% dei francesi fosse favorevole. Diventato il volto dell’abolizionismo, Henry tentò nel 2001 di diventare anche simbolo del reinserimento, ma non ci riuscì: detenuto modello, ottenne la libertà condizionata ma l’anno dopo fu fermato in Francia con 10 chili di cannabis in auto. Tornò in carcere, per uscirne soltanto il mese scorso, ormai in fin di vita.