I miracoli di san Francesco di Paola

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(di John Blackeye) La traversata in mare con il suo mantello – Il suo miracolo più noto è quello documentato nell’aprile 1464. San Francesco era giunto con due suoi confratelli a Catona e si dirigeva a Messina. Chiese a un barcaiolo di far attraversare loro lo stretto per carità, visto che non avevano denaro.
L’uomo rifiutò, e allora Francesco si inginocchiò, iniziò a pregare, tracciò la croce sul mare e si tolse il mantello tendendolo sull’acqua. Vi salì poi con i suoi frati, e con il vento favorevole raggiunsero l’altra riva senza alcun problema.

Il miracolo dell’impiccato –  Dopo aver attraversato lo stretto di Messina ed essere giunto a Milazzo, in Sicilia, trovarono un impiccato appeso da tre giorni. Il santo ne ebbe compassione e chiese ai confratelli di slegare il cadavere.
Quando l’impiccato cadde tra le braccia del santo, aprì gli occhi e lo supplicò di accettarlo nell’ordine, dove trascorse i suoi ultimi anni di vita.
Il miracolo delle pietre
San Francesco si stabilì a Milazzo, dove doveva costruire una chiesa. Per questo usò come base due enormi pietre. Si dice che San Francesco abbia alleggerito il loro peso e sia riuscito a tirarle fuori dal suolo da solo, trasportandole con le proprie mani fino al luogo stabilito.

L’apparizione dell’arcangelo Michele – San Francesco di Paola viene spesso rappresentato con uno scudo sulla testa o sul petto, su cui si legge l’iscrizione “Charitas”. Secondo la tradizione, mentre il santo era assorto in contemplazione gli apparve l’arcangelo Michele con uno scudo tra le mani che sembrava un sole risplendente, al cui centro si leggeva in lettere dorate la parola CHARITAS. L’angelo gli diede lo scudo e gli raccomandò di trasformarlo nell’emblema del suo ordine.

Il diavolo ingannato – La leggenda dice che il santo aveva progettato di costruire un ponte per facilitare il passaggio da una riva all’altra del fiume Isca. Il diavolo gli apparve con la proposta di costruirlo in una sola notte in cambio dell’anima del primo vagabondo che lo avesse attraversato.
Il frate accettò, ma il giorno dopo, quando il diavolo apparve per riscuotere quanto stabilito, il santo,
con astuzia, fece passare un cane e invitò il diavolo a prendere l’anima dell’animale.
Il diavolo, furioso per il fatto di essere stato ingannato, colpì violentemente la parete, provocando un foro e lasciando l’impronta della mano impressa.

L’immagine impressa su un tovagliolo – La tradizione racconta che un giorno, mentre il santo consumava il suo esiguo pasto, si rese conto che un pittore cercava di ritrarlo in segreto. Francesco si considerava indegno di qualsiasi onore di questo tipo, e allora si coprì il volto con un tovagliolo. Per esaltare il suo umile servo, Dio realizzò il miracolo: sul tovagliolo rimasero impressi i tratti del suo volto.
La reliquia è conservata in una chiesa di Vietri Sul Mare (Salerno)

Francesco nasce a Paola (CS) il 27 marzo 1416 da una coppia di genitori già avanti negli anni; il padre Giacomo Alessio detto “Martolilla” e la madre Vienna di Fuscaldo, durante i quindici anni di matrimonio già trascorsi, avevano atteso invano la nascita di un figlio, per questo pregavano S. Francesco di Assisi, di intercedere per loro e inaspettatamente alla fine il figlio arrivò.

Riconoscenti, i genitori lo chiamarono Francesco; il santo di Assisi intervenne ancora nella vita di quel bimbo: dopo appena un mese si scoprì che era affetto da un ascesso all’occhio sinistro che si estese fino alla cornea, i medici disperavano di salvare l’occhio. La madre fece un voto a S. Francesco, di tenere il figlio in un convento di Frati Minori per un intero anno, vestendolo dell’abito proprio dei Francescani; il voto dell’abito è usanza ancora esistente nell’Italia Meridionale. Dopo qualche giorno l’ascesso scomparve completamente.

Fu allevato senza agi, ma non mancò mai del necessario; imparò a leggere e scrivere verso i 13 anni, quando i genitori, volendo esaudire il voto fatto a S. Francesco, lo portarono al convento dei Francescani di San Marco Argentano. In quell’anno l’adolescente rivelò subito doti eccezionali. Trascorso l’anno del voto, Francesco volle tornare a Paola fra il dispiacere dei frati e d’accordo con i genitori intrapresero insieme un pellegrinaggio ad Assisi alla tomba di S. Francesco, era convinto che quel viaggio gli avrebbe permesso d’individuare la strada da seguire nel futuro.

Francesco da Paola muore il 2 aprile 1507 a Plessis-les-Tours, vicino Tours (F) dove fu sepolto: era un venerdì santo ed aveva 91 anni.

Papa Leone X (Giovanni de’ Medici, 1513-1521) nel 1513 lo proclamò beato e nel 1519 lo canonizzò.

 

I miracoli di san Francesco di Paola