Il “divide et impera” di Conte

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(di Massimiliano D’Elia) Ieri sera la chiusura degli Stati Generali con una conferenza stampa. Dopo dieci giorni di incontri con tutte le categorie che rappresentano la spina produttiva, sociale e culturale italiana il presidente del Consiglio ha sintetizzato: “Adesso dobbiamo reinventare l’Italia con una Nazione più moderna, più digitale, più verde”.

Il progetto vede tra i suoi capisaldi lo sviluppo dell’alta velocità, l’implementazione delle infrastrutture pubbliche, la costituzione di una  rete unica della fibra ottica accessibile a tutti gli italiani.

Conte, a margine della conferenza stampa, ha annunciato lo studio per la riduzione dell’Iva in maniera progressiva e anticipato che verrà chiesto un ulteriore scostamento di bilancio per riuscire a gestire le varie istanze dell’emergenza economica in atto. Sul taglio dell’Iva, però, le imprese non sono d’accordo: “E’ solo uno show, ridurre le aliquote non serve”.

Ma per iniziare a dare un segnale concreto all’annosa questione della burocrazia il capo del Governo ha detto che entro dieci giorni dovrebbe essere presentata la bozza del decreto Semplificazioni. Forse già nel prossimo Consiglio dei ministri. Il decreto modificherà la norma dell’abuso d’ufficio e del danno erariale, due reati che bloccano molti sindaci italiani ad apporre la firma su opere di rilevante interesse pubblico.

Sulle opposizioni Giuseppe Conte: “Non hanno raccolto il mio invito, farò un’altra proposta”. Poi precisa che “riserverà”, anzi correggendosi, “offrirà” alle opposizioni incontri singoli, per non creare confusione. Una mossa abile quella del premier perché, dopo alcune dichiarazioni concilianti di Forza Italia sull’appoggio al Senato sul Mes, avendo incontri singoli ci si potrebbe confrontare anche su “argomenti” da sottobosco favorevoli alla linea del Governo, tipo il Mes appunto. La linea sul Mes di Berlusconi è però già molto chiara, ieri ha ribadito: “Sarebbe un disastro se fossimo costretti a fare a meno dell’aiuto dell’Ue per colpa delle incertezze e della mancata capacità di incidere del governo”.

La proposta apparentemente “veniale” del premier  di incontri separati con i leader dell’opposizione è “diabolica”, una sorta di “divide et impera”, ma il centrodestra non ci casca.

Immediata la risposta della Lega: “II centrodestra è unito e non bisogna perdere tempo: il governo convochi la coalizione. Se le intenzioni di Conte saranno finalmente serie, il centrodestra si presenterà insieme come avvenuto in passato”.

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “Non decide Conte come ci presentiamo ad un appuntamento da concordare”.

Anche Silvio Berlusconi è d’accordo sulla linea degli altri due alleati: ”Il centrodestra si presenterà unito. Lunedì presenteremo le proposte per il rilancio dell’economia del Paese. Speriamo che questa volta il governo ci ascolti ed avvii una collaborazione concreta e non solo formale”.

Forza Italia punta su flat tax e sulla necessità di una nuova politica industriale, sul sostegno al turismo, alle start up, sull’importanza di una riforma della giustizia condivisa, su un piano case e un aiuto al settore dell’auto.

La Lega propone con convinzione il saldo e stralcio di tutte le cartelle esattoriali che rischiano di arrivare a casa di imprese e famiglie italiane.

Fratelli d’Italia punta al supporto del made in Italy, sul rilancio degli investimenti pubblici, sulla libertà d’impresa, voucher di lavoro in tutti i settori e in particolare in agricoltura e  sulla Cig per tutta la durata dell’emergenza.

Il “divide et impera” di Conte