Leonardo-Finmeccanica sotto scacco? Fincantieri ha firmato ieri accordo compravendita con Stx France

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Ieri Fincantieri, si legge in una nota, ha firmato con lo Stato francese rappresentato dall’Agence des Participations de l’Etat (APE), tramite la propria controllata Fincantieri Europe S.p.A., l’accordo di compravendita per l’acquisizione del 50% del capitale di STX France.

La firma avviene a valle della risoluzione del Share Purchase Agreement sottoscritto da Fincantieri ed STX Europe AS il 19 maggio scorso, a seguito dell’esercizio del diritto di prelazione sul totale del capitale di STX France da parte dello Stato francese in data 28 luglio 2017, nonché della firma del Share Purchase Agreement tra lo Stato francese ed STX Europe.

L’acquisizione da parte di Fincantieri sarà soggetta al closing della transazione tra lo Stato francese ed STX Europe, oltre alle consuete condizioni previste per questo tipo di operazioni.

Per Fincantieri, l’accordo prevede un prezzo di acquisto per la quota oggetto dell’operazione di 59,7 milioni di euro, pagabili tramite risorse finanziarie disponibili.

La firma si inquadra nell’ambito dell’accordo annunciato il 27 settembre scorso dal Governo francese e dal Governo italiano sulla futura struttura dell’azionariato di STX France, che prevede anche la partecipazione di Naval Group come azionista di STX France, e che rappresenta un importante primo passo per la creazione di una futura alleanza sia nel settore civile che in quello della difesa navale.

In ottemperanza a tale accordo, al closing dell’operazione verranno altresì firmati i patti parasociali tra gli azionisti ed il contratto di prestito a Fincantieri dell’1% del capitale azionario di STX France i cui termini sono già stati concordati tra le parti.

Secondo tali accordi, al closing dell’operazione verrà implementata la seguente struttura del capitale di STX France:

Fincantieri (Fincantieri Europe S.p.A.): 50,00% (un ulteriore 1% sarà dato in prestito da APE)
Stato francese (APE): 34,34% (di cui l’1% sarà dato in prestito a Fincantieri)
Naval Group: 10,00% (o 15,66% nel caso in cui il piano di partecipazione offerto ai dipendenti di cui sotto o/e l’acquisizione da parte di un gruppo di società locali non possano essere implementati allo stesso tempo)
Dipendenti di STX France: fino al 2,40%
Gruppo di imprese locali: fino al 3,26%
Il Consiglio di Amministrazione di STX France sarà così composto:

4 membri nominati da Fincantieri (compreso il Presidente e l’Amministratore Delegato)
2 membri nominati dallo Stato francese
1 membro nominato da Naval Group
1 membro nominato dai dipendenti
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione avrà il c.d. “casting vote”.

Con oltre 150 anni di storia, STX France è un operatore globale nel comparto navale. Con sede a Saint-Nazaire, sulla costa atlantica francese, il gruppo annovera uno dei più moderni cantieri al mondo e una grande esperienza nella progettazione e costruzione delle navi più complesse ed innovative. STX France ha circa 2.600 dipendenti e una rete di oltre 500 fornitori. Nel 2016 ha generato ricavi per circa 1,4 miliardi di euro.

Attraverso questa partnership industriale Fincantieri rafforza la sua leadership sul mercato mondiale. La perfetta complementarietà delle attività crocieristiche e dei prodotti di Fincantieri e di STX France, infatti, consentirà alle due società di servire tutti i clienti e i mercati finali, generando valore non solo per gli azionisti, ma anche per i dipendenti e i rispettivi network di fornitori.

Eventuali modifiche alle previsioni del Piano Industriale 2016-2020 di Fincantieri saranno valutate e comunicate in conformità ai tempi ed ai modi previsti dalla normativa vigente.

Leonardo sotto scacco?

Dal lato francese, insieme alla Stx del cantiere di Saint Nazaire, ci sono la società militare Naval Group e Thales, il gruppo dell’elettronica della difesa molto più grande di Leonardo. E Thales è anche azionista al 35% di Naval Group.

Le intese preliminari all’acquisto del 50% di Stx che Bono ha delineato con l’industria di Stato francese hanno suscitato forte preoccupazione dei manager di Leonardo. E il gruppo di Profumo è stato escluso dal gruppo di studio per l’alleanza militare, nel quale, dal lato italiano, ci sono esponenti di Fincantieri, della controllante Cdp e della Difesa. Invece dal lato francese è rappresentata, in maniera indiretta, Thales, la grande concorrente di Leonardo che punta a mettere sotto scacco il gruppo di Profumo. Leonardo sta cercando di recuperare terreno attraverso un riconoscimento del suo ruolo e di Orizzonte Sistemi Navali, la società congiunta con Fincantieri (che ne possiede il 51%) «che – ha detto più volte Profumo – potrebbe diventare la realtà che interagisce con Naval Group per la definizione dell’architettura e l’integrazione di piattaforma, sistema di combattimento e combat management system».

Se Leonardo non riuscisse a riequlibrare la situazione, Thales e l’industria francese sarebbero fornitori preferenziali delle future navi militari prodotte dall’alleanza in corso di definizione tra Bono e i francesi, sottraendo quote di mercato al gruppo di Profumo. «C’è un dialogo continuo con Fincantieri. Restiamo dell’idea che Orizzonte Sistemi Navali, la joint venture che abbiamo già in campo con il gruppo triestino, sia la migliore soluzione possibile per valorizzare la filiera nazionale e sappiamo che il Governo è molto attento», ha spiegato Profumo nell’intervista al Sole 24 Ore del 30 gennaio. «Siamo aperti a qualsiasi forma di dialogo nella misura in cui non siamo strutturalmente i junior partner», ha detto Profumo.

La difficoltà maggiore per Profumo sembra quella di convincere Bono (più che le controparti francesi) a riconoscere uno spazio che garantisca Leonardo. Quando Bono ha lanciato l’affondo con i francesi, in settembre, Profumo non ha reagito con tempestività per far riconoscere gli interessi del gruppo italiano come fornitore di sistemi d’arma. C’è stata una riunione con il governo, presente tra gli altri il ministro Carlo Calenda, nella quale Bono, sottolineando la situazione economico-finanziaria di Leonardo, ha rigettato le rivendicazioni di Leonardo affermando: «Cosa volete voi che siete quasi falliti». Una frase mai smentita. Alla riunione c’era Lorenzo Mariani, il nuovo capo del commerciale di gruppo di Leonardo. È questa situazione che adesso Profumo, con un impegno diretto che gode anche di appoggi nel governo, sta cercando di ribaltare. Bono può contare però su uno stato di salute industriale e finanziario del gruppo migliore, anche se pure Fincantieri non è esente da criticità, rispetto a Leonardo.

 

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