“Pronti a scendere in piazza”, vogliamo sindacati militari liberi e non condizionabili

Così in una nota stampa le sigle sindacali militari (SINAFI, SIM CC, SIM GDF, SIM AM, SIM MARINA, SIM GUARDIA COSTIERA e SIULM ) hanno espresso il proprio dissenso ad alcuni contenuti dei lavori in corso della  legge c. 875 che dovrebbe inserire la loro attività in una cornice legislativa chiara e definita.

Nella seduta n. 172 della IV commissione difesa della camera dei deputati si e’ giunti a nominare l’ennesimo “comitato ristretto” che dovrà elaborare un testo base per la sindacalizzazione del personale militare.

La relatrice – onorevole Emanuela Corda – ha dichiarato che lo scopo del “comitato ristretto” sarebbe quello di acquisire tutti gli elementi necessari per predisporre un nuovo testo della proposta di legge c.875.

Invece, la proposta di legge c. 1702, presentata da esponenti del PD, paradossalmente lascia trasparire aspetti estremamente involutivi ed oscurantistici rispetto all’adeguato e necessario riconoscimento dei diritti sindacali per il personale militare. Non si può nascondere la nostra preoccupazione in merito al percorso intrapreso dal processo di sindacalizzazione del personale militare, atteso da decenni e reso possibile non certo per volontà e coraggio della politica, ma solo a seguito delle decisioni assunte prima dalla corte europea dei diritti dell’uomo e poi dalla corte costituzionale. Non si può che esternare, pertanto, la forte delusione sull’atteggiamento della classe politica che appare asservita alla volontà ed alle visioni estremamente corservatrici dei vertici militari.

Le scriventi organizzazioni sindacali, peraltro, rimangono fortemente perplesse e deluse dal silenzio assordante dei capi politici dei partiti di maggioranza, ma anche di quelli delle opposizioni, su una tematica così fondamentale che attiene ad un importante processo di democratizzazione della funzione rappresentativa e che getta un’ombra pericolosa sul lavoro fin qui svolto. E’ del tutto evidente che esiste una chiara volontà di voler condizionare il modello sindacale assoggettandolo ad autorizzazione preventiva, al controllo delle amministrazioni, al trasferimento dei dirigenti sindacali, allo snaturamento dell’articolo 28 della legge 300/70 e ad un sistema rappresentativo non efficiente e funzionale. Alla luce di questo approccio deleterio, le scriventi OO.SS. militari, pertanto, non accettano un quadro regolamentare al ribasso rispetto a quello della polizia di stato, esprimono il proprio profondo dissenso ed auspicano di non dover essere costretti a ricorrere a manifestazioni di piazza per contrastare questa visione retriva e pericolosa per la libertà sindacale del personale militare.

 

“Pronti a scendere in piazza”, vogliamo sindacati militari liberi e non condizionabili

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