Quello tsunami che si chiama allergia

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Sono oggi oltre 700 milioni di persone nel mondo che soffrono di rinite allergica (400 milioni) e asma (300 milioni). Tra i bambini di 6-12 anni, la prima colpisce il 14,5% e l’asma il 9%.

(di Nicola Simonetti) L’allergia è problema primaverile e non solo e costituisce la terza causa di malattia cronica dopo osteoporosi/artrite e ipertensione.

Si stima che almeno un terzo della popolazione mondiale sia affetta da una qualche forma di allergia, con un quadro di manifestazioni cliniche molto variabili, che coinvolgono l’apparato respiratorio e visivo, l’apparato gastrointestinale, la cute. Negli ultimi dieci anni sono aumentati i casi di pazienti che manifestano sensibilità verso più sostanze. All’aumento della sensibilizzazione è associato un aumento delle manifestazioni cliniche come rinite e asma allergico.

Quando si parla di allergia – dice Cristoforo Incorvaia, allergologo presso ASST Pini-CTO di Milano – si intende la reattività anomala dell’organismo del soggetto allergico a particolari sostanze, che risultano innocue per la maggior parte della popolazione. L’individuo allergico, quando viene a contatto con queste sostanze, sviluppa una risposta immunitaria abnorme con produzione di anticorpi specifici (IgE). Le sostanze in grado di stimolare la reazione allergica vengono dette allergeni. Gli allergeni sono in grado di penetrare nell’organismo secondo diverse modalità: più comunemente per via inalatoria (come, per esempio, le polveri e i pollini), ma anche per via alimentare, per contatto o per via iniettiva. Tra gli allergeni più comuni ci sono sicuramente pollini e acari della polvere, e inoltre muffe, lieviti, alimenti e lattice di gomma”.

Cosa fare in caso di allergia? Esistono diversi prodotti e farmaci da banco in grado di aiutare ad attenuare i sintomi che la reazione allergica produce, offrendo un po’ di sollievo a chi soffre di questi disturbi. La ricerca scientifica, e le biotecnologie in particolare, ci vengono in aiuto per trattare la causa stessa della malattia. La immunoterapia con allergeni. Il Ministero della Salute ne riconosce le potenzialità, tanto da citare, nel “Piano nazionale delle cronicità”, “il ridotto utilizzo dell’Immunoterapia specifica nella prevenzione e cura dell’asma allergico” come possibile criticità.

L’immunoterapia con allergeni – chiarisce Incorvaia – rappresenta ad oggi l’unico trattamento causale delle malattie allergiche, ovvero volto ad agire sulla causa stessa della malattia. Consiste nella ripetuta somministrazione di allergeni a intervalli regolari in individui sensibilizzati per modulare la risposta immune al fine di ridurre i sintomi e la necessità di ricorrere ai farmaci sintomatici nelle malattie allergiche clinicamente conclamate e per prevenire lo sviluppo di asma e di nuove allergie. Lo scopo è quello di intervenire sul sistema immunitario preposto al controllo delle risposte allergiche, rendendolo di nuovo capace di controllarle e correggerle, e in definitiva di tornare a una funzione normale”. Questa terapia è specifica, quindi, non solo per il sintomo, come altri rimedi che si utilizzano in genere nel trattamento delle allergie (antistaminici, cortisonici), ma per l’allergene, cioè per la sostanza che scatena la reazione allergica. “Non si tratta di una terapia sostitutiva ai farmaci tradizionali (antistaminici, cortisonici), ma di una cura alla quale potranno essere associati i farmaci sintomatici al bisogno, con lo scopo di riscrivere la storia naturale della malattia, evitando che un soggetto allergico, anche non sintomatico, lo diventi e impedendo la cronicizzazione della malattia”.

Paola Puccinelli, coordinatrice del Gruppo Allergeni di Assobiotec, Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica dice “La situazione europea è diversa da Paese a Paese. Germania e Francia sono intervenute a regolamentare il settore a livello nazionale e attualmente anche l’Italia sta per portare a termine un percorso di registrazione degli estratti allergenici che sono in commercio da oltre 20 anni. In alcuni Paesi esistono leggi nazionali che sovraintendono l’erogazione di queste terapie. Per esempio, in Germania sono fornite gratuitamente al paziente. Manca nel nostro Paese una legislazione nazionale che regoli la rimborsabilità in modo uniforme, per cui la situazione appare ancora oggi eterogenea con specificità a livello regionale. Al momento chiunque volesse intraprendere la strada della immunoterapia con allergeni deve rivolgersi allo specialista”.

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