Si conferma una Serie A meravigliosa

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Si conclude la seconda giornata di serie A che conferma, al pari dei più importanti tornei europei, di essere tornata davvero grande. Napoli e Milan pur soffrendo rispondono alla coppia Juventus-Inter che aveva lanciato la volata nella giornata degli anticipi ed insieme alla sorprendente Sampdoria che pur “orfana” ormai della sua stella Schick, sbanca Firenze e si gode, in compagnia delle big il primo posto a punteggio pieno.
Per il Napoli che ospitava la “rognosa” Atalanta di mister Gasperini, si era messa male. Gli orobici apparsi concentrati e determinati erano andati addirittura in vantaggio con Cristante ed erano riusciti ad imbrigliare gli azzurri che però nel secondo tempo con una prova di forza e di carattere in 5 minuti ribaltano il risultato con Zielinski ed il solito Martens. A pochi minuti dal termine, chiude la contesa Rog porta il risultato sul “recidivo” 3-1, attenendosi alla regola del tre inaugurata una settimana prima a Verona, dove aveva vinto con identico punteggio. Da segnalare il saluto in lacrime al popolo napoletano del portiere Reina che sembra ormai destinato ai “paperoni” del calcio europeo, il “prenditutto” Paris Saint Germain.
Anche il Milan del sempre più sorprendente baby Cutrone (quarto gol in sei gare ufficiali) fatica più del previsto per avere la meglio su un Cagliari che non demerita al cospetto della corazzata rossonera. Passo indietro del Milan dunque, palesato nel gioco e nella gestione della partita. Il cagliaritano Sau, sul risultato di 1-0 aveva già messo un brivido a San Siro, colpendo un palo. Poi ci pensa lo spagnolo Joao Pedro a pareggiare i conti. La magia di Suso su punizione, toglie le cosiddette castagne dal fuoco a Montella e riporta definitivamente avanti il Milan che aggancia la vetta della classifica e pur non brillando come ci aveva abituato in questo inizio di stagione, risponde presente!
Dicevamo della quinta sorprendente capolista Sampdoria che mette in cassaforte altri tre punti pesantissimi espugnando il Franchi di Firenze grazie ai gol di Caprari ed al “sempre verde” Quagliarella che su rigore porta a 3 il suo bottino personale nella classifica cannonieri. Inutile nel secondo tempo il gol di Badelj. La Fiorentina va alla sosta del campionato con un’imbarazzante classifica che la vede ultima a
zero punti.
Dietro il quintetto magico si assestano la volenterosa Lazio di Simone Inzaghi, il tostissimo Torino di Sinisa Mihalovic, il concreto Bologna di Donadoni e la sorprendente neo-promossa Spal di mister Semplici che assapora al fotofinish il primo successo dopo 49 anni di assenza dalla serie A. La Lazio gioca bene, soffre l’ostico Chievo, ma riesce a portarsi via dal Bentegodi 3 punti d’oro grazie alla rete in zona cesarini del sempre più maturo Milinkovic Savic che firma il gol del 1-2 finale. Apriva le marcature il bomber biancazzurro Immobile a cui aveva risposto con il suo primo gol nella massima serie il clivense Pucciarelli. Da quel momento molte azioni da gol create dalle due squadre fino al sigillo finale di Milinkovic Savic. Il Torino del “cattivissimo” Mihalovic che spintona perfino il suo staff reo di non aver compreso il giocatore da sostituire, regola con un secco 3-0 il Sassuolo. Da cineteca, nel vero senso della parola, la rovesciata con cui sempre lui, il gallo Belotti, apre le marcature. Le altre due reti, messe a segno negli ultimi 10 minuti di gioco, portano la firma di Ljajic ed Obi. La Spal, trainata dal bomber dei record Borriello, a segno in serie A con ben 12 maglie diverse, torna a vincere una partita di serie A dopo quasi mezzo secolo. Apre le marcature appunto Borriello, raddoppia Lazzari ma l’Udinese vende cara la pelle ed acciuffa addirittura il pareggio a 3 minuti dalla fine grazie ad un rigore di Théréau dopo che aveva accorciato le distanze con Nuytinck. Sembrava ormai fatta per il primo punto dell’Udinese quando al quarto minuto di recupero ci pensa Rizzo a guastargli la festa e a portare in trionfo la gloriosa Spal che si posiziona a 4 punti dietro le big del torneo. Vince la noia invece in Crotone-Hellas Verona che si accontentano di uno scialbo 0-0. Fa discutere la nuova esclusione dalla formazione titolare del bomber Pazzini da parte di Pecchia che sembra in vena di complicarsi la vita nella lunga e dura strada verso una salvezza che ad oggi rappresenterebbe un risultato enorme per gli scaligeri, che in serie A meritano di starci per tradizione ed importanza della piazza.

GB
Foto: corriere.it

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