Spiati in Italia – Ditta cinese di sorveglianza  vince appalti in tutto il mondo

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Con un’interrogazione parlamentare i deputati Enrico Borghi e Filippo Sensi chiedono approfondimenti e ravvedimento al premier Mario Draghi, essendo l’Autorità Nazionale per la Sicurezza, alla Difesa e all’Interno su un appalto affidato ad un’ azienda cinese la Hikvision.   “La Hikvision è stata accusata di fornire apparecchiature di sorveglianza ai campi di internamento. Esiste un rischio inaccettabile che Hikvision, attraverso le sue operazioni nello Xinjiang, contribuisca a gravi violazioni dei diritti umani”, scrivono a quattro mani i deputati sull’interrogazione. 

Vi è un precedente a Bruxelles quando il Segretario generale dell’Europarlamento è stato invitato a rescindere il contratto con Hikvision e  rimuovere contestualmente tutte le telecamere termiche cinesi dai locali del Parlamento. 

Il pericolo, ventilato dai parlamentari italiani ed europei è che informazioni ed immagini sensibili, se non addirittura coperte da classifica di segretezza possano cadere nelle mani di una potenza straniera non alleata. 

A cadere nella rete dell’offerta vantaggiosa di questa ditta anche le Autorità britanniche che stanno rimuovendo gli apparati Hikvision presenti nei Dipartimenti nazionali del Lavoro e delle Pensioni, della Salute e dell’Assistenza Sociale, oltre che al ministero della Giustizia. 

Gli americani sono da tempo  in allarme e il Dipartimento della Difesa ha redatto un elenco di venti società cinesi accusate di intrattenere stretti legami con i vertici di governo e militari di Pechino.  

I sistemi che offre la Hikvision si servono della tecnologia in cloud, consentendo così alla probabile spia di acquisire e processare, da remoto e comodamente da una qualsiasi parte del mondo, una comunicazione oppure un video in tempo reale.

Un occhio ed un orecchio di Pechino che vede ed ascolta in diretta tutto quello che gira intorno al sistema di sicurezza, paradossalmente, scelto ed installato da noi stessi.  

I due deputati italiani chiedono, pertanto, maggiore attenzione e chiarezza in considerazione delle misure previste dal nostro ordinamento per  assicurare un elevato livello di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, nonché degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, attraverso l’istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e la previsione di misure volte a garantire i necessari standard di sicurezza rivolti a minimizzare i rischi. 

Borghi e Sensi enfatizzano anche che sarebbero migliaia, nel dominio cibernetico italiano, i dispositivi Hikvision esposti in rete.

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