Trump “caccia” dagli Usa diplomatici e giornalisti cinesi: sospettati di essere 007 sotto copertura

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L’amministrazione Usa sta valutando di espellere dal paese decine di diplomatici e giornalisti  di nazionalità cinese, poiché ritenuti spie sotto copertura.
All’inizio di questo mese, il governo cinese ha annunciato l’espulsione di 13 giornalisti americani da tre importanti quotidiani, il Wall Street Journal, il New York Times e il Washington Post. Pechino ha imposto alle organizzazioni di stampa americane che operano in Cina, l’obbligo di fornire informazioni dettagliate sulle attività finanziarie, sulla struttura dei dipendenti e su altre informazioni organizzative. I giornalisti americani hanno affermato di essere stati espulsi poiché avevano cercato di riportare  notizie sulla  pandemia del  Covid-19, all’interno della Cina. 

Nel frattempo il presidente Trump e alcuni membri della sua amministrazione, incluso il segretario di stato Mike Pompeo, hanno iniziato ad incolpare la Cina della diffusione del Covid-19, parlando ai media internazionali  di  “virus cinese” o “virus di Wuhan”.

Il presidente Trump ha affermato  di aver deciso di usare il termine “virus cinese” in risposta alle accuse fatte dai funzionari del governo di Pechino, secondo cui il Covid-19 è stato portato in Cina da alcuni atleti dell’esercito americano.
E’ di ieri la notizia riportata dal New York Times che l’amministrazione Trump stava considerando la possibilità di espellere dagli Stati Uniti un gran numero di cittadini cinesi che lavorano come diplomatici o giornalisti. In alcuni casi, secondo quanto riferito, la Casa Bianca sta anche  valutando la possibilità di chiudere gli uffici di alcuni media cinesi negli Stati Uniti. Secondo i funzionari dell’amministrazione Usa, molti giornalisti cinesi con sede negli Stati Uniti sono in realtà agenti segreti  sotto copertura, al soldo del Ministero della Sicurezza dello Stato, la principale agenzia di intelligence esterna della Cina. Alcuni di questi presunti 007   sarebbero  stati  inseriti negli organici del China Global Television Network, l’estensione in  lingua straniera della China Central Television (CCTV) di proprietà statale.

Già il  2 marzo scorso, l’amministrazione Trump aveva  imposto delle quote sul numero di cittadini stranieri autorizzati a lavorare per le organizzazioni dei media cinesi negli Stati Uniti.

I media cinesi hanno da subito rispettato la nuova direttiva, richiamando in madrepatria oltre 60 membri del loro personale. Tuttavia, la Casa Bianca ora crede che un numero significativo, dei 100 giornalisti cinesi che continuano a operare negli Stati Uniti, siano agenti segreti sotto copertura.
Nel frattempo, il 25 marzo, il quotidiano cinese The Global Times in lingua inglese  ha enfatizzato la notizia che il  #coronavirus è stato portato in Cina da un ciclista americano, che ha visitato Wuhan nell’ottobre dello scorso anno quando ha partecipato ai Giochi mondiali militari.

La notizia è rimbalzata sui social media di tutta la Cina.

Trump “caccia” dagli Usa diplomatici e giornalisti cinesi: sospettati di essere 007 sotto copertura