Tumori organo genitale uomo, i controlli salverebbero tantissime vite. Ecco il vademecum

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Otto uomini italiani su dieci non vanno dall’urologo nemmeno una volta nella vita, rischiando di scoprire troppo tardi tumori come il cancro del testicolo o quello del pene che invece, se diagnosticati e trattati in fase iniziale, si curano bene e possono guarire. A rilanciare l’allarme in vista della Festa del papà del 19 marzo sono gli esperti dell’Istituto nazionale tumori di Milano, firmando un vademecum che insegna a proteggersi. Nel 2017 nel nostro Paese sono stati stimati circa 2.500 tumori al testicolo, la neoplasia più frequente negli uomini under 50 (specie dai 18 ai 35 anni), fascia d’età in cui rappresenta il 12% del totale casi incidenti. Sempre l’anno scorso in Italia sono state calcolate 500 diagnosi di cancro al pene, più diffuso negli ultra 50enni, con un picco dopo i 75 anni. “Stupisce come ancora oggi ci siano uomini che arrivano dall’oncologo con una patologia in fase avanzata”, afferma Roberto Salvioni, direttore della Struttura complessa di Chirurgia urologica dell’Int. Eppure, secondo i medici dell’Irccs “basterebbe poco per cambiare l’approccio dei maschi alla prevenzione e alla diagnosi precoce: educarli fin da piccoli a un’attenta igiene e all’autocontrollo dei genitali sono le due regole salvavita che tutti dovrebbero rispettare a partire dai 10 anni”.
“Ai bambini va insegnato come detergere correttamente le parti intime prima dell’inizio della vita sessuale. Questo vale sempre e soprattutto per gli uomini che alla nascita non sono stati sottoposti alla circoncisione. Oggi, infatti, è scientificamente assodato che nelle popolazioni maschili in cui è diffusa questa pratica il rischio di tumore del pene è molto basso. Imparare a detergersi accuratamente evita anche la fimosi, il principale fattore di rischio per la neoplasia”. Il momento dedicato all’igiene personale è inoltre un’occasione preziosa per controllare i testicoli, come conferma l’American Cancer Society: l’acqua calda, spiegano gli specialisti, rende più facile la palpazione. Per Salvioni la priorità è “scardinare quei tabù che in molte famiglie sono ancora purtroppo ben radicati. Non c’è nulla di male nel toccarsi, anzi. Proprio toccandosi i testicoli nel momento dell’igiene quotidiana è possibile cogliere differenze nella forma o nella consistenza, che potrebbero essere un segnale precoce di malattia. Così come, osservando e palpando il pene, si possono scoprire macchie, rigonfiamenti o in generale qualcosa di diverso dal solito, da segnalare al proprio medico”.

Promosso anche il vaccino contro il Papillomavirus umano, perché contrarre l’infezione aumenta il rischio di cancro da 4 a 8 volte. La vaccinazione anti-Hpv è gratuita per i dodicenni, così come già per le ragazzine, ed è stata introdotta anche per i maschi la chiamata attiva con invito dell’Asl. Il problema è che non in tutta Italia le opportunità sono le stesse. “E’ una questione da risolvere in tempi rapidi perché stiamo notando un abbassamento dell’età di insorgenza del tumore del pene legato alle infezioni da Papillomavirus: circa il 30% dei casi fra gli under 50 sono causati dall’Hpv”. “Rendere disponibile la vaccinazione su tutto il territorio nazionale però non è sufficiente. Occorre potenziare l’informazione ai genitori di figli maschi sull’efficacia protettiva del vaccino nei confronti di questo carcinoma. Il condom è un’efficace barriera e per questo va sempre utilizzato, ma non permette una protezione totale contro il virus”. Il messaggio sempre valido è giocare d’anticipo: “Il cancro del testicolo si cura con successo in 9 casi su 10 quando la diagnosi è precoce. La chirurgia è la terapia principe, ma va eseguita solo in centri di eccellenza. Abbiamo dati positivi elevati anche per quanto riguarda il tumore del pene: se viene colto precocemente, è possibile intervenire con un mix di laser e chemioterapia, con la conservazione dell’organo in oltre 6 casi su 10.

Ed ecco il vademecum per lui: 10 consigli in tutto, 5 per un tumore e 5 per l’altro.

Le regole per la prevenzione

Controllare regolarmente fin dalla nascita la posizione dei testicoli e, in caso di mancata discesa di uno dei due, parlarne col pediatra per valutarne la correzione chirurgica. Il criptorchidismo può infatti aumentare fino a 10 volte il rischio di tumore, ma le probabilità si riducono se l’anomalia viene corretta: il pericolo è moltiplicato per due se l’intervento avviene prima dei 6 anni di età, per 5 se è entro i 13 anni;
Eseguire l’autopalpazione dei testicoli dalla pubertà in poi: effettuare una leggera pressione coi polpastrelli su tutta la superficie e verificarne anche aspetto e colore. Se il controllo viene eseguito regolarmente, si impara a riconoscere gli eventuali cambiamenti da segnalare tempestivamente al medico;
Valutare col medico un calendario di controlli se la mamma durante la gravidanza è stata esposta in modo protratto e intenso a sostanze che interferiscono con l’equilibrio endocrino, in particolare a pesticidi e a cloruro di polivenile (Pvc). Lo stesso vale se l’esposizione è avvenuta nei primi 3 anni di vita;
Non fumare: il fumo raddoppia il rischio di cancro dei testicoli;
Mantenere il diabete sotto controllo, se c’è: può incrementare le probabilità di infezioni alla pelle, compresa quella del pene.

Prevenzione:

Detergere le parti intime 2 volte al giorno e dopo ogni rapporto sessuale, sollevando il glande in modo da rimuovere bene le secrezioni che si raccolgono nel solco. La cura deve essere costante e deve iniziare dai 10 anni d’età;

Effettuare la vaccinazione anti-Hpv agli adolescenti, preferibilmente nell’arco del dodicesimo anno di vita;

Utilizzare sistematicamente il profilattico, che va indossato già durante i preliminari;

Mantenere accuratamente coperti i genitali in caso di terapia con psoraleni e raggi Uva.

Questo trattamento, usato per la cura della psoriasi, può aumentare il rischio di cancro del pene;

Non fumare. Il fumo danneggia il Dna delle cellule dell’organo, favorendone la trasformazione in cellule oncogene.