USB non molla la presa con il ministero del lavoro sui CPI. “Inaccettabile il precariato e mettere i lavoratori in affitto”

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In una nota l’Unione Sindacale di Base – USB – ha reso noto che 13 marzo scorso ha incontrato lo staff del Ministro del Lavoro Luigi Di Maio per discutere e aprire un dibattito sulla tematica dei Centri per l’Impiego alla luce delle nuove assunzioni previste nei Cpi come conseguenza dell’introduzione del reddito di cittadinanza.

All’incontro, i delegati di USB Lavoro Privato, hanno rappresentato realtà atipiche e/o precarie di lavoratori che svolgono o hanno svolto servizio nei Centri per l’impiego nelle varie regioni. Sono stati sottoposti in particolare all’attenzione i casi di Lazio, Lombardia, Campania, Abruzzo, Sicilia e Toscana.

Accanto a realtà drammatiche di lavoratori che dopo anni di servizio presso i Cpi hanno perso il lavoro o rischiano di perderlo a breve, è stata esposta anche la situazione dei lavoratori della società in house Capitale Lavoro, impiegati nei Cpi della ex Provincia di Roma. Sono circa 170 unità, che con il passaggio della funzione del lavoro dalle Province e Città Metropolitane alle Regioni, dal 1° febbraio 2019 e fino al 31 dicembre 2020 sono stati “affittati” come ramo d’azienda dalla società in house regionale Laziocrea.

Una situazione che ha fatto precipitare i lavoratori in una condizione di precarietà in quanto non si hanno certezze lavorative una volta scaduto il periodo di affitto. Tutto questo, è stato ricordato, dopo più di 15 anni di lavoro dipendenti pubblici negli sportelli dei Cpi a contatto con l’utenza, rilasciando certificati di fatto in sostituzione di personale, con stipendi inferiori e con il contratto di lavoro del commercio.

Condizione, questa, che espone i lavoratori anche a dei rischi in quanto non pubblici ufficiali, motivo per il quale USB ha chiesto per i lavoratori una lettera di incarico al trattamento dei dati, visto e considerato anche l’accesso ad alcune banche dati. È stato anche ricordato come molti di questi lavoratori abbiano già sostenuto una selezione pubblica per accedere al lavoro.

A fronte di queste criticità l’USB ha chiesto espressamente che prima di fare nuove assunzioni per i Cpi, vengano internalizzati tutti quei lavoratori che a vario titolo e per molti anni lavorano o hanno lavorato nei centri per l’impiego, maturando competenze ed indiscusse professionalità.

USB ha inoltre richiesto un monitoraggio della situazione dei lavoratori che operano nei Cpi aggiornata e inoltre che vengano stabiliti dei minimi livelli essenziali di prestazione che tendano ad assicurare un servizio univoco delle attività svolte dai centri per l’impiego e un inquadramento uniforme del personale che vi lavora su tutto il territorio nazionale.

Lo staff del ministero ha preso nota di tutti gli interventi e, pur dovendo riconoscere alle Regioni autonomia assunzionale, si è impegnato ad effettuare un monitoraggio delle Regioni per avere un quadro più completo dei centri per l’impiego.

USB, conclude la nota, resta al fianco dei lavoratori affittati a Laziocrea e continuerà a lottare con loro e con tutti i lavoratori e le lavoratrici precari che operano all interno dei Centri per l’Impiego.

 

USB non molla la presa con il ministero del lavoro sui CPI. “Inaccettabile il precariato e mettere i lavoratori in affitto”

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