Vaticano: il caso delle Guardie Svizzere che dicono no al vaccino

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Momenti concitati in Vaticano per le guardie svizzere No Vax. A seguire la scelta di tre militari che hanno lasciato l’incarico per non sottoporsi al vaccino, altre tre guardie dell’esercito del Papa sono state sospese momentaneamente dal servizio, in attesa di decisioni.

La Santa Sede ha introdotto l’obbligo di Green Pass a partire dall’1 ottobre, con una ordinanza voluta dal Papa e firmata dal cardinale Giuseppe Bertello, presidente della pontificia commissione dello Stato della Città.

“Con l’ordinanza, il corpo della guardia svizzera pontificia ha ritenuto opportuno introdurre alcune misure in linea con quelle adottate da altri corpi d’armata nel mondo”, spiega a LaPresse il tenente Urs Breitenmoser.“In particolare è stato chiesto a tutte le guardie di effettuare il vaccino contro il Covid-19, per tutelare la propria salute e quella degli altri con cui entrano in contatto per ragioni di servizio. Tre membri della Guardia hanno scelto di non aderire a tale richiesta, lasciando volontariamente il Corpo. Per altri tre è stata disposta la sospensione temporanea dal servizio in attesa che possano regolarizzare la propria posizione secondo le nuove disposizioni”.

E’ stato Papa Francesco a sottolineare la necessità di “assicurare la salute e il benessere della comunità di lavoro nel rispetto della dignità, dei diritti e delle libertà fondamentali di ogni suo membro”.

In Vaticano la vaccinazione contro il Covid è su base volontaria, ma già a febbraio la commissione di Bertello aveva emanato un decreto che prevedeva, per chi avesse rifiutato il vaccino, “conseguenze di diverso grado che possono giungere fino all’interruzione del rapporto di lavoro”.In Vaticano sono “tutti vaccinati”, ha rivendicato Bergoglio durante la conferenza sul volo da Bratislava a Roma, il 15 settembre, “tranne un piccolo gruppetto che si deve capire come aiutare”.

Vaticano: il caso delle Guardie Svizzere che dicono no al vaccino