Alla scuola L. da Vinci di Colleferro una giornata dedicata al modello “DADA” con dirigenti e docenti scolastici da tutto il Lazio e da altre regioni

di Redazione

Il 29 aprile scorso, presso la scuola secondaria di primo grado “Leonardo da Vinci” dell’IC “Margherita Hack”, si è tenuta una giornata di studio per docenti e dirigenti scolastici dal titolo “Modello DADA, esperienze riflessioni, prospettive“.

La DS Dott.ssa Maria Giuffrè ha organizzato e fortemente voluto questa giornata di condivisione e confronto, aperta a scuole provenienti da tutto il Lazio e da altre regioni. Un’occasione per riflettere e confrontarsi sul modello della Didattica per Ambienti Di Apprendimento, utilizzato anche dalla scuola “Leonardo da Vinci” e verso il quale diversi istituti guardano sempre più con grande curiosità ed interesse.  Avevamo già approfondito l’innovativo modello didattico in un nostro editoriale: “Il rivoluzionario “modello DADA” alla “Leonardo da Vinci” di Colleferro per Una Scuola Sempre Aperta”.

La giornata è stata caratterizzata dalla presenza di relatori di prim’ordine a partire dagli ideatori e cofondatori del modello DADA, Lidia Cangemi Ottavio Fattorini e dalla presenza straordinaria del professor Italo Fiorin, Presidente della Scuola di Alta Formazione “Educare all’Incontro e alla Solidarietà” (EIS) dell’Università LUMSA di Roma

Moderatrice degli incontri la dott.ssa Roberta Camarda, presidente della Sezione Lazio Società Nazionale Dabate Italia Aps.

L’evento è iniziato con l’intervento di apertura di Ottavio Fattorini, nel quale è stato delineato l’iter necessario e i passaggi propedeutici affinché le scuole possano aderire ed essere annoverate tra le istituzioni DADA, un costrutto definito dai 10 principi (5 postulati e 5 caratteristiche) esposti nel Manifesto (www.scuoledada.it).

A seguire Lidia Cangemi ha condiviso con tutti i partecipanti, come in un diario di viaggio, alcune sue riflessioni emerse dopo dieci anni dalla nascita del modello nei licei “Kennedy” e “Labriola” di Roma. Ha ricordato che, anche se l’aspetto più noto del DADA è la creazione di aule disciplinari e il movimento che riattiva l’attenzione dei ragazzi, il cardine del modello è il concetto di Comunità, che partendo dal contesto locale deve poi essere in grado di allargare il suo raggio d’azione a Università, musei, scuole della rete e così via.

Tale allargamento della visione prospettica deve partire innanzi tutto dal concetto di Q.C.A. (Quello Che Abbiamo ndr), che ci deve guidare alla valorizzazione di ci ciò che ci circonda, soprattutto del capitale umano, per poi proiettarci in una continua prospettiva di miglioramento, che metta al centro la valorizzazione delle diversità, l’inclusione e la centralità della persona. La flessibilità degli ambienti d’aula e di ogni spazio scolastico, già a partire dagli atri, diventa un prolungamento di una visione pedagogica basata sull’apprendimento relazionale ed emozionale, approccio ormai imprescindibile per la didattica. Emozione, consapevolezza, empatia, capacità di immedesimazione, riflessione, leggerezza, divertimento, amore per il sapere è ciò che il modello DADA vuole diffondere nell’ambito del sistema educativo, per colmare il gap con i best performers europei, migliorare ed incrementare il successo scolastico di ciascuno studente, favorendone dinamiche motivazionali e di apprendimento efficaci per l’acquisizione delle abilità di studio proprie del Lifelong Learning.

L’intervento del prof. Italo Fiorin “EDUCARE AL SENTIDO“. La proposta del Service-Learning”. Il professor Fiorin ha sottolineato che “la scuola si trova di fronte a due grandi sfide: la carenza di pensiero e la carenza di senso. Già anni addietro Edgar Morin (sociologo, filosofo e saggista francese ndr) segnalava l’importanza di educare a ‘pensare la complessità’, come antidoto all’impoverimento del pensiero, al dilagare dei populismi, ai rischi della manipolazione. Educare al pensiero rappresenta un’urgenza, in un periodo nel quale la crisi delle democrazie è evidente. La metafora della ‘testa ben fatta’, che oggi viene riproposta e contrapposta alla ‘testa ben piena’, descrive bene questa prospettiva. …Tuttavia una cosa “è conoscere, altro è comprendere, altro prendere posizione e agire” (H. Arendt) … come dare senso all’apprendimento. La proposta pedagogica del Service-Learning offre una risposta convincente. Ci sono cinque verbi che descrivono in termini suggestivi un itinerario di Service-Learning, evidenziando come si intrecci l’educazione al pensiero critico e all’agire responsabile: Incontrare (la realtà), Comprendere (i problemi), Agire (per offrire un contributo solidale), Riflettere (per approfondire), Esprimere (per comunicare quanto si è vissuto, capito, sentito). Questi verbi formano uno straordinario acronimo: I CARE”.

Successivamente al professor Fiorin si sono articolati gli interessantissimi e stimolanti interventi degli altri relatori: “Promuovere il benessere: sinergie con il territorio per una scuola aperta”, della DS dell’IC Margherita Hack, luogo del convegno, la Dott.ssa Maria Giuffrè; “Il modello DADA per lo sviluppo delle competenze: la prospettiva pedagogico-didattica”, della Dott.ssa Rosaria Capobianco, dell’Università Federico II Napoli; “La valutazione degli apprendimenti come valorizzazione della persona”, di Antonella Arnaboldi, DS dell’IC “San Nilo” di Grottaferrata; “Alla scoperta delle dimensioni del DADA”, di Marcello Bianchi, della DS dell’I.I.S. “Medaglia D’oro, Città di Cassino; “A scuola di Service Learning: parlano le buone prassi”, di Simone Consegnati, dell’Università LUMSA; “Maria Montessori, l’apprendimento ludico e il modello DADA: connessioni e sinergie”, di Riccarda Garra, DS dell’IC “Giuseppe Garibaldi” di Genzano; “Una bussola inclusiva per il DADA”, di Valeria Quintiliani, docente dell’IC “San Nilo” di Grottaferrata e formatrice Tuttoscuola; “Color Color…DADA! “La magia del QCA alla scuola dell’infanzia e primaria”, di Chiara Fabiani, docente dell’IC “San Nilo” di Grottaferrata; “Esperienze didattiche in ambienti di apprendimento: l’area “umanistica” di Elvio Calderoni, docente dell’IC “Nettuno IV”.

Importante la presenza del Sindaco Pierluigi Sanna, che con la sua partecipazione all’apertura dei lavori, ha testimoniato il supporto costante ad una scuola che vuole promuovere un percorso educativo che la radichi sempre più nel territorio, facendone uno strumento di prevenzione e contrasto alla povertà educativa.

Una giornata significativa, colma di testimonianze di buone prassi ma anche di speranze e progetti educativi affinché la scuola possa essere il luogo deputato allo sviluppo ed alla crescita personale, favorendo il benessere dell’individuo e dell’intera comunità, le relazioni empatiche, la felicità dell’individuo. 

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