Corea del Nord, ma cosa vuole realmente Kim Jong-un

Views
   

La Corea del Nord ha rivendicato oggi il successo del suo ultimo test balistico. L’emittente televisiva di Stato nordcoreana ha annunciato che il regime ha collaudato il prototipo di un nuovo missile balistico intercontinentale, denominato “Hwasong 15”, in grado di colpire l’intero territorio nazionale degli Stati Uniti. Stando agli organi di regime, Pyongyang intende affermarsi come potenza nucleare “responsabile”. “Il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, ha annunciato che il paese ha realizzato la sua grande ambizione storica di completare la forza nucleare dello Stato”, recita il comunicato diffuso dai media del regime. I dati rilevati da Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud confermano che il missile è il più potente mai testato da Pyongyang: ha raggiunto una altitudine di 4.475 chilometri, più di 10 volte quella della Stazione spaziale internazionale, e percorso una distanza di 950 chilometri in linea d’aria nell’arco di 53 minuti. La Corea del Nord ha effettuato il lancio di un missile balistico a lungo raggio nelle prime ore di questa mattina, interrompendo bruscamente una pausa di circa 10 settimane dalle provocazioni armate di quel regime. Stando alle prime informazioni diffuse dal Pentagono e dal ministero della Difesa giapponese, il missile è stato lanciato da Sain Ni, in Corea del Nord, e si è inabissato 53 minuti più tardi nel mar del Giappone a circa 370 chilometri nautici (200 miglia nautiche) dalla costa del Giappone. Secondo la Difesa della Corea del Sud, il missile lanciato da Pyongyang è un missile balistico intercontinentale (Icbm) Hwasong 14, simile a quello lanciato nel mar del Giappone lo scorso luglio. Il missile ha raggiunto una altitudine massima di 4 mila chilometri e percorso una distanza di circa mille chilometri.

Il ministro della Difesa giapponese, Itsunori Onodera, ha riferito che il missile si è suddiviso in più parti (tecnologia del rientro),  durante la fase terminale del suo volo, e non è dunque da escludere che Pyongyang abbia testato un vettore a testate multiple indipendenti (Mirv).

La tecnologia di rientro

Il ciclo missilistico è diviso in tre fasi: spinta, manovra nello spazio e terminale. Un missile balistico intercontinentale dopo la fase di propulsione e spinta, raggiunge l’orbita terrestre per rilasciare il veicolo di rientro principale, la punta del missile. Quest’ultima, una volta posizionata tramite navigazione inerziale, rilascia le testate che colpiscono gli obiettivi rientrando dall’atmosfera terrestre. Oltre alla gittata massima, un missile deve anche essere in grado di trasportare una testata, sopravvivere al rientro nell’atmosfera e colpire un bersaglio con precisione. Il processo prevede la schermatura della testata dalle alte temperature generate dal rientro nell’atmosfera terrestre ad una velocità di 7 km al secondo. La miniaturizzazione non è mai stata verificata in modo indipendente dall’Occidente e non vi è alcuna prova della standardizzazione delle testate nucleari per il trasporto su vettori intercontinentali come il KN-08.

Cosa vuole Kim Jong-un

L’ultimo test della Corea del Nord risale al 15 settembre scorso, quando ad essere lanciato fu un missile balistico intermedio KN-17. Sette giorni fa la Corea del Nord è stata reinserita nove anni dopo nella blacklist degli Stati che Washington considera come sponsor del terrorismo. La designazione consente agli Stati Uniti di imporre maggiori sanzioni. La dinastia Kim chiede il rispetto internazionale e cerca, soprattutto, di sopravvivere. Il rispetto internazionale (come avvenuto con il Pakistan ad esempio) si basa sul riconoscimento a potenza nucleare così da reimpostare le relazioni con i diretti antagonisti come la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Il graduale aumento della pressione militare sul regime nordcoreano per ottenere un risultato politico, nella speranza che non precipiti in un conflitto reale, è un elemento debole e pericoloso per la politica degli Stati Uniti. Kim Jong-un non intende dichiarare guerra agli Stati Uniti, ma spera di impedire a Washington un attacco preventivo a protezione della dinastia regnante.

Le reazioni

Italia – Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su twitter : “La mia più ferma condanna del nuovo lancio di un missile balistico dalla Corea del Nord. L’Italia è impegnata ad aumentare la pressione internazionale nei confronti di un regime irresponsabile”.

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, condanna con grande fermezza il lancio: “Si tratta dell’ennesima chiara violazione di molteplici risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite  di una seria minaccia alla stabilita’ regionale, nonchè alla pace e alla sicurezza internazionale. La ripresa dei test missilistici della Repubblica Democratica Popolare di Corea e il continuo sviluppo delle relative tecnologie e di quelle nucleari militari rappresentano un’aperta sfida al regime internazionale di non proliferazione e costituiscono motivo di fortissima preoccupazione. Ciò conferma la fondatezza della decisione italiana di interrompere le procedure di accreditamento dell’ambasciatore della Repubblica Democratica Popolare di Corea a Roma”. Questo pomeriggio a New York, il Consiglio di Sicurezza si riunirà, sotto presidenza italiana, per discutere degli ultimi sviluppi. “In tale occasione l’Italia interverrà sia a titolo nazionale per ribadire la condanna del lancio di un missile balistico nord-coreano e la necessità di una reazione ferma e coesa della comunità internazionale, sia in quanto Presidente del relativo Comitato sanzioni per svolgere il briefing periodico sull’attuazione delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. La Repubblica Democratica Popolare di Corea deve immediatamente abbandonare lo sviluppo del proprio programma missilistico e nucleare, desistendo dal dannoso percorso di autoisolamento e di sfida alla comunità internazionale. L’Italia continuerà a fare la sua parte per una risposta ferma e coesa in ambito europeo ed internazionale”.

La Corea del Sud e il Giappone hanno concordato oggi di tenere alto il pressing sulla Corea del Nord attraverso lo strumento delle sanzioni: a poche ore dalla riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il presidente Moon Jae-in e il premier Shinzo Abe hanno definito “non piu’ tollerabili” le provocazioni di Pyongyang. Moon, secondo l’agenzia Yonhap, ha riferito di voler chiedere al presidente cinese Xi Jinping di avere un ruolo più attivo al fine di prevenire e possibilmente risolvere in via definitiva le intemperanze di Pyongyang quando visiterà Pechino a dicembre, in base a quanto riferito dal suo portavoce Yoon Young-chan.

La Russia ha condannato il nuovo test missilistico della Corea del Nord. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, nel suo consueto briefing con la stampa, affermando che il nuovo lancio missilistico è considerato l’ennesima provocazione di Pyongyang. “Certamente il lancio regolare di missili è un atto provocatorio che suscita un aumento delle tensioni e provoca dei passi indietro nella risoluzione della crisi. Condanniamo questo lancio e speriamo che tutte le parti in causa siano in grado di mantenere la calma necessaria per evitare che la situazione nella Penisola coreana non si sviluppi in linea con lo scenario peggiore”, ha detto Peskov. Al momento, ha aggiunto il portavoce, il Cremlino non vede alcuna ragione per mostrare ottimismo nell’attuazione della road map proposta da Russia e Cina per risolvere la crisi.

Germania – Il ministro tedesco degli Affari esteri, Sigmar Gabriel, ha chiesto a nome del governo di aumentare la pressione internazionale sulla Corea del Nord e ha annunciato di aver convocato l’ambasciatore di Pyongyang a Berlino dopo il test missilistico di ieri. “Questo dimostra ancora una volta quanto seria sia la minaccia della Corea del Nord per la pace mondiale”, ha sottolineato Gabriel in una nota diffusa dopo che la stessa cancelliera Angela Merkel aveva condannato su Twitter “la nuova provocazione” di Pyongyang. “È più importante che mai restare uniti di fronte a questa minaccia alla sicurezza internazionale”, ha scritto Merkel in riferimento alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Gabriel ha ribadito la necessità che la comunità internazionale si opponga “in modo chiaro e deciso” alle minacce di Pyongyang.