Coronavirus: “I conti non tornano”

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(John Blackeye) È deplorevole dover parlare di conti che non tornano mentre si fa riferimento alle vite umane ed è ancor più triste dover fare riferimento alle vite umane che si stanno perdendo in questa battaglia con il #coronavirus.

Ma se qualcuno si collega giornalmente sui siti che aggiornano la situazione della pandemia mondiale con tanto di contagiati, guariti e deceduti, salta subito all’occhio che in tema di deceduti per la malattia, l’Italia non è seconda a nessuno.

Probabilmente in Italia, in questi ultimi giorni, stanno morendo almeno cento contagiati al giorno e se non ci si sbaglia, abbiamo superato anche il numero dei morti giornalieri in Cina che di ammalati ne ha quasi l’ottanta per cento di tutto il pianeta.

Le due interpretazioni 

O l’Italia è l’unica nazione che pubblica dati veritieri, tanto la nostra economia l’abbiamo già minata.

O l’Italia è davvero l’unica nazione in cui si muore così tanto.

Se vediamo la Sud Corea, che in termini di tecnologia ci guarda dal basso verso l’alto, osserviamo che poche decine di morti se li stanno piangendo nonostante un numero di infetti pari e alle volte superiore a quello dell’Italia.

Andreotti diceva: “Malignando si fa peccato ma spesso ci si indovina”.

In questi giorni stiamo sentendo le accorate denunce del personale medico impegnato in questa battaglia diuturna e senza risparmio di energie.

Alcune testate giornalistiche hanno persino pubblicato gli sfoghi di alcuni sanitari e la necessità di applicare la formula del triage agli ammalati che si presentano in ospedale con il coronavirus. Tutti sappiamo che con il triage il medico, di fronte ad una carneficina, decide chi curare e, purtroppo, chi non curare in quanto ogni sforzo nei confronti di quest’ultimo sarebbe inutile.

Le chiusure degli Ospedali siano essi civili che militari, si sono susseguiti nel corso degli ultimi decenni ad opera dei Presidenti delle Regioni. Il popolo ha assistito sempre senza potere di replica a decisioni che vedevano portare tagli alla sanità. Ospedali chiusi. Risultato, oggi non abbiamo abbastanza medici e soprattutto non abbiamo più posti letto da terapia intensiva.

E il sospetto è grande a questo punto. Pare che l’età media dei deceduti in Italia sia molto alta e alcuni attribuiscono questa casistica al fatto che siamo un popolo longevo.

Ma non sarà mai che tanti morti in Italia sono dovuti alla mancanza di posti in terapia intensiva? Vuoi vedere che davvero quei poveri medici sono costretti a tralasciare la cura per i pazienti più anziani in una sorta di “eutanasia alla roulette russa”? Vogliamo sperare che non sia così e che il virus italiano con il suo ceppo abbia una virulenza maggiore, perché se fosse così….

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