Coronavirus: quando nei ministeri si ha paura di decidere

Views

(Francesco Matera) Se è nei momenti di emergenza che bisogna avere nervi saldi e polso fermo i dicasteri dello scenario ministeriale italiano stanno mostrando falle da tutte le parti. Più di un milione di impiegati pubblici in balia della “non decisione”.

Più di un milione di italiani si sarebbero aspettati una soluzione presa sin dai primi momenti. Infatti, il nemico, sul campo di battaglia, lo si vince giocando in anticipo ma pare sia difficilissimo prendere le decisioni, almeno quelle giuste.

È vero pure che in Italia se un sacrosanto Ministro dell’Interno, blocca una nave straniera con un carico di immigrati clandestini che vuole entrare nel territorio italiano, si vede poi accusato di sequestro di persona…è chiaro che prima di prendere una decisione, qui passeranno i mesi.

Intanto ci aspetteremmo l’intervento energico dei sindacati o dei rappresentanti delle categorie. Ma lo scenario tace e pare quasi indifferente solo che con l’indifferenza non si sconfigge il virus.

Il virus si vince spegnendo i focolai e per farlo occorre necessariamente evitare i movimenti delle persone. Punto. Lo va ripetendo il ministro Speranza da qualche giorno.

Ma nei vari Ministeri i giorni passano e nulla si muove. 

Negli Usa, media, politici e generali in testa, nonostante il Paese ha qualche caso di infezione da “Coronavirus” nello stato di Washington, stanno già seriamente pensando alle misure da adottare per preservare le strutture “critiche” della Nazione, quelle dei comparti della Difesa e Sicurezza. Comparti che insieme alle Istituzioni di governo sono gli ultimi baluardi di una Nazione.

Tornando in Italia. Sarà forse la paura della Magistratura? Sta di fatto che di fronte alle indicazioni generali del Governo di evitare assembramenti e limitare il contagio del coronavirus, limitando al massimo i contatti tra persone, decisione che ha portato a chiudere Scuole ed Università in tutta Italia, nel comparto pubblico si susseguono lettere e circolari che sino ad ora hanno portato al nulla di fatto.

Tecnici, capi di gabinetto, dirigenti, mezzi capi e grandi capi si rincorrono con l’emissione di circolari e ordini scritti in un impeccabile burocratese nei quali vengono ribaditi i concetti generali di precauzione ma con i quali nessuno si prende la responsabilità di tenere a casa, magari a turni, il personale delle forze dell’ordine, i militari e centinaia di migliaia di impiegati pubblici dei vari comparti. Pensate a più del 50 per cento di poliziotti, carabinieri e militari in quarantena, ovvero ricoverati. 

Non è un caso, così come riporta il The Post che al Pentagono è previsto un caso estremo (studiato in caso di attacco nucleare) dove è previsto di poter blindare il Centro di Comando e Controllo Nazionale e poter sopravvivere all’interno per varie settimane senza alcun contatto con l’esterno. Parliamo di riuscire a garantire l’operatività “completa” di circa 20 mila unità delle strutture critiche della Nazione tra civili e militari.

La carriera prima di tutto? Mah! Eppure i dirigenti vengono pagati dal contribuente per dirigere, per risolvere, per coordinare non solo per aspettare disposizioni da quelli che siedono un gradino sopra.

Certo che la paura di fare passi sbagliati fa novanta ma è qui che abbiamo bisogno dei veri decisori, non di politici, non di diplomatici ma dei Capi. Avviare turnazioni oggi può ridurre drasticamente il rischio del contagio ma se qualche decisione non viene presa può capitare che una infezione nell’ambito di una struttura pubblica o di un ministero né paralizzi totalmente l’attività richiedendo la quarantena o il ricovero per tutti. 

Quindi, meglio le turnazioni oggi o la chiusura totale dopo? Mah…anche qui la scelta sarebbe estremamente semplice ma purtroppo comporta uno sforzo, cioè quello di emanare un ordine…ma sono tanti i fantasmi che aleggiano per aria, forse per prima proprio la magistratura che in Italia sembra essere sempre in agguato per incastrare chi tra il fare e il non fare…decide di di fare.

Al momento nulla si muove, tranne che l’infezione. Aspettiamo ancora qualche giorno nella speranza che Ministri, Vice Ministri, Sottosegretari, Direttori Generali, Capi e sotto Capi, comincino a decretare….poi non saremo più noi a decidere ma il virus e a quel punto sarà troppo tardi per tutti.

 

Coronavirus: quando nei ministeri si ha paura di decidere

| EVIDENZA 1, OPINIONI |