Covid: 42 milioni di immunizzati in Italia. Dal 15 ottobre anemizzato lo smart working

In una bozza di decreto predisposta dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, indica che “da subito” , gia’ dal 15 ottobre quindi, tutti i dipendenti pubblici torneranno a lavorare in presenza con le attivita’ allo sportello e di ricevimento degli utenti (front office) e dei settori preposti alla erogazione di servizi all’utenza (back office), anche attraverso la flessibilita’ degli orari di sportello e di ricevimento dell’utenza. Lo smart working potra’ essere autorizzato nel rispetto di otto “condizionalita’”, a partire dal non ridurre la fruizione dei servizi. L’amministrazione, indica ancora il provvedimento, deve prevedere una rotazione del personale, dovendo essere “prevalente” il lavoro in presenza, e dotarsi di una piattaforma digitale o di un cloud per garantire la riservatezza dei dati e delle informazioni.

CAMPAGNA VACCINALE

Sono ancora 3,1 milioni gli over 50 che sfuggono al vaccino anti-Covid. Un dato che resta alto mentre in 82.419 si sono sottoposti alla terza dose, che non sara’ tuttavia obbligatoria per i sanitari. Questa la situazione a due settimane dall’imposizione del green pass per i lavoratori. Il totale di iniezioni ha raggiunto quota 84.874.329, con il 71,84% della popolazione che ha completato il ciclo vaccinale: 42.568.41. Comincia ad essere rilevante la ‘forbice’ tra il numero di dosi consegnate (98.881.2129) e quelle somministrate.

Molti italiani ultracinquantenni, però, non hanno ricevuto alcuna dose, in particolare nella fascia 50-59 anni: sono un milione e mezzo, il 15,6% del totale di questa fascia d’eta’. In una settimana il numero di over 50 con almeno una dose e’ cresciuto di 148mila unita’, in calo rispetto all’aumento registrato nella settimana precedente, quando erano stati 174mila.

I giovani. Sono 2.740.257 i teenagers immunizzati, il 59,2% della popolazione della fascia 12-19 anni. Quelli in attesa di prima dose sono invece 1.451.932, il 31,3% del totale. Tra il personale scolastico, sono 90.002 quelli ancora senza prima dose. Si tratta del 5,8% del totale dei lavoratori della scuola. Le quote maggiori di “no vax” si trovano nelle province di Bolzano (21,1%), Trento (17,7%), in Valle d’Aosta (16%). Gli immunizzati sono invece 1.409.600, pari al 91,2% del personale scolastico italiano. Piu’ basso il numero di operatori sanitari senza alcuna iniezione: sono 35.666 (l’1,82%). Attualmente 1.100 sono medici e odontoiatri sospesi per non essersi ancora vaccinati.

TERZA DOSE. A breve per la categoria dei sanitari ci sara’ il via alla terza dose. Il Piemonte sara’ la prima regione a partire. Si partira’ una volta completata la rivaccinazione di over-80 e residenti nelle Rsa ma, ha spiegato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, “non sara’ un obbligo e potrebbe cominciare presto. E’ bene che i sanitari siano molto coperti anche per proteggere i pazienti”. Il ministero, ha detto ancora Rezza, “sta studiando con l’Agenzia italiana del farmaco la possibilita’ della co-somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid e dell’antinfluenzale. Puo’ essere una una possibilita’ che viene offerta per facilitare la somministrazione e per il successo di una doppia campagna vaccinale“. L’esperto ha poi riferito che si sta valutando anche “l’opportunita’ di una dose aggiuntiva eterologa di vaccino anti-Covid a chi fosse stato vaccinato con vaccini come Sinovac o Sputnik, ma c’e’ bisogno del pronunciamento di una agenzia regolatoria”.

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