Elisabetta Trenta: per la questione libica “diplomazia” unica soluzione utile per l’Italia

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Elisabetta Trenta, ministro della Difesa, intervenendo come ospite alla trasmissione “Circo Massimo” ha parlato della situazione in Libia e della linea che dovrebbe tenere l’Italia in merito.

Secondo quanto dichiarato dal ministro in queste occasioni la diplomazia deve essere portata ai massimi livelli senza sfruttare queste occasioni per fare politica che al contrario deve lavorare unita puntando verso la stessa direzione per fare in modo di arrivare alla migliore soluzione possibile.

Il ministro ha poi aggiunto: “Direi che chi parla di possibili attacchi militari non si rende conto di quello che sta dicendo perchè noi stiamo vivendo oggi le conseguenze di un attacco militare che non aveva pensato al dopo. In questo momento non sarebbe meglio di qualche anno fa. Le conseguenze, soprattutto in termini di destabilizzazione, ricadrebbero immediatamente sull’Italia e allora quelli che dicono “attaccate perchè altrimenti arrivano i migranti”, “non hanno capito che se si dovesse arrivare ad una guerra, non avremmo migranti, avremmo rifugiati, e i rifugiati si accolgono”. “Bisogna capire cosa significa negoziare – ha spiegato Trenta su eventuali trattative con il generale Haftar- se significa parlare l’Italia deve continuare a parlare con tutti per fare in modo che si possa arrivare a una soluzione non militare. Questo è quello che abbiamo fatto e quello che dobbiamo continuare a fare per poter arrivare a una soluzione”.

Elisabetta Trenta, riferendosi poi alla Francia ha concluso dicendo: “La Francia ha fatto delle dichiarazioni a livello internazionale, che anche se fosse coinvolta più di quanto sembra non potrebbe assolutamente rimangiarsele senza perdere la faccia. Quindi io non credo che le cose stiano esattamente come si stanno raccontando. E’ chiaro che dietro alla crisi libica ci sono sempre state varie potenze, dall’una e dall’altra parte, ma questo noi lo sappiamo da tanto tempo”.

Intanto continuano i bombardamenti su Tripoli. All’alba di oggi, cinque missili Grad sono caduti su un quartiere residenziale alle porte di Tripoli, Abu Salim, sulla strada per l’aeroporto della capitale libica. Lo ha scritto su Twitter lo stesso sindaco del quartiere.

Secondo un portavoce, i missili hanno colpito diversi appartamenti e case e sono intervenuti i cittadini per estinguere i fuochi ma non ci sono state vittime. Il governo di Unione nazionale di Fayez al-Serraj accusa l’Esercito nazionale libico di Khalifa Haftar di lanciare missili anche contro le abitazioni di civili, ma le forze di Haftar si difendono sostenendo che sono in atto tentativi per delegittimare l’offensiva.

Elisabetta Trenta: per la questione libica “diplomazia” unica soluzione utile per l’Italia

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