F-35, buone notizie per l’Italia: risparmi per manutenzione e costo ore di volo

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E’ appena stata pubblicata da Defence One la notizia che Lockheed Martin vuole proporre al  Pentagono una soluzione  per ridurre il costo per l’esercizio dell’F-35: firmare un contratto di manutenzione per  cinque anni anziché  negoziarne  un nuovo  ogni anno. Altra proposta è quella di fornire un numero cospicuo di pezzi di ricambio per mantenere l’80 percento degli F-35 presenti a livello mondiale pronti al combattimento.

Le due proposte se non rispettate da Lockheed Martin comporterebbero delle forti penalità per la compagnia stessa. Lockheed e l’ufficio del programma F-35 del Pentagono negoziano nuovi accordi ogni anno per rendere sostenibili centinaia di F-35 in forza agli Stati Uniti e agli alleati.

I funzionari di Lockheed hanno. quindi, lanciato l’idea di un contratto a lungo termine con i leader dell’acquisizione del Pentagono. I dettagli sono riportati in un white paper di 25 pagine consegnato la scorsa estate, ha affermato Ken Merchant, vice presidente di Lockheed: “È un impegno da parte dell’azienda per stipulare  un contratto di cinque anni che favorirebbe gli acquirenti e consentirebbe a noi di poter  stabilire accordi a lungo termine con la nostra base di fornitori. Un accordo di cinque anni garantisce l’impegno per un lungo periodo a vantaggio di tutti gli attori interessati.

Il Pentagono attualmente paga alla Lockheed più di 2 miliardi di dollari l’anno per circa 400 velivoli sparsi nel mondo,  circa 5 milioni di dollari per ogni F-35. Entro quattro anni, la flotta globale dovrebbe raggiungere quasi 1.200 velivoli con la produzione in continuo aumento. Tantissimi sono i paesi che ordineranno il jet di quinta generazione, di recente la Polonia ne ha ordinati 32.

Lockheed stima che  l’accordo quinquennale potrebbe costare 15 miliardi di dollari con un risparmio per  il Pentagono di circa  1 miliardo di dollari.
Lockheed afferma  che appena verrà firmato l’accordo investirà immediatamente  1,5 miliardi di dollari  per acquistare parti, firmare contratti a lungo termine e migliorare il software di logistica / manutenzione ALIS.

Nel 2018  meno della  metà degli F-35 dell’Air Force erano  pronti per andare in missione, secondo Air Force Times. Tali numeri sono migliorati quest’anno, in particolare per i jet dispiegati all’estero. L’anno scorso, l’ex segretario alla Difesa Jim Mattis aveva  ordinato ai vari  servizi militari interessati  di aumentare la prontezza degli F-35 all’80 per cento.

Infine, la proposta di Lockheed prevede anche di  ridurre il costo per ora di volo per un F35-A: dagli attuali  44.000 dollari a circa 25.000 dollari.

Il numero di F-35 previsti per gli  Stati Uniti e gli alleati dovrebbe triplicare nei prossimi quattro anni, da 400 a quasi 1.200 esemplari. “Questa crescita porterà a una riduzione dei costi delle  ore di volo, questo è il nostro obiettivo, seppur rischioso per l’azienda“, ha detto Merchant.

 

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