Feltri finalmente “Libero”

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(di Massimiliano D’Elia) Questa mattina scorrevo la rassegna stampa, tra le tante notizie una mi ha fatto letteralmente sobbalzare. Alessandro Sallusti su il Giornale, in prima pagina, ha titolato “Feltri si dimette da giornalista”.  In molti potrebbero pensare, era ora che si tolga dalle scatole, che vada pure in pensione.

Ma la realtà è molto diversa: avrebbe chiesto le dimissioni dall’ordine dei giornalisti, poiché secondo Sallusti, Vittorio è stufo dei numerosi provvedimenti disciplinari ed è stufo di  sentirsi sempre con una spada di Damocle sul capo, la minaccia della sospensione o radiazione dall’albo. Così dopo 50 anni di carriera e dopo aver fondato il  quotidiano “Libero” nel 2000, Vittorio Feltri ha presentato le dimissioni nelle mani del presidente dell’ordine, Carlo Verna. Ma perché è importante per un giornalista essere iscritto all’ordine? Per esercitare la professione di giornalista e poter ambire a dirigere un giornale cartaceo ovvero digitale bisogna essere iscritti all’Ordine.

Vittorio Feltri rinuncerebbe così ad un incarico direttivo solo per  poter esprimere il proprio pensiero liberamente così come sancisce l’articolo 21 della Costituzione, che garantisce a qualsiasi cittadino la libertà di espressione in ogni forma e con ogni mezzo.

Alessandro Sallusti poi spiega perché per un giornalista è meglio dimettersi piuttosto che subire la sospensione o la radiazione dall’ordine: “nessun giornale può più pubblicare i tuoi scritti e se un direttore dovesse ospitarti da iscritto sospeso o radiato farebbe automaticamente la stessa fine”Se invece ti dimetti dall’Ordine,  precisa Sallusti, non puoi più esercitare la professione  ma uscendo dal controllo politico puoi scrivere ovunque, senza compenso, come qualunque comune cittadino. In sostanza. Per potere continuare a scrivere, Vittorio Feltri – immaginando di essere di qui a poco ghigliottinato, penso io – ha dovuto rinunciare al suo mestiere.”

Che schifo è questo? Se scrivi  e denunci “fuffa” va tutto bene, se esci  fuori dal seminato e spiattelli la verità sei costretto a dimetterti. Sei costretto, come nel caso di Vittorio, a rinunciare alla professione e mettere nel cassetto una vita passata in redazione. Parliamo di Vittorio Feltri che nel bene o nel male è un’icona del giornalismo italiano, sicuramente dal carattere forte e poco mite, è senza dubbio un riferimento per tutti noi giornalisti, quelli che come lui approfondiscono le notizie per poter  informare i lettori con totale e incondizionata libertà.

L’appello è che Carlo Verna non accetti le dimissioni di Feltri, perché perdendo dall’ordine uno come lui ci perdiamo tutti: teniamoci stretto un fuoriclasse del giornalismo italiano. 

 

 

Feltri finalmente “Libero”

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